Scuola, ministro Bianchi: "Dialogo è dovere, serve unità per ricostruzione"

Scuola, ministro Bianchi: “Dialogo è dovere, serve unità per ricostruzione”

Il ministro dell'Istruzione all'evento della Luiss 'Legalità e merito nelle scuole'
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ROMA – Il merito e la legalità spiegati dai giovani delle università ai giovanissimi delle scuole. Si può riassumere così il progetto ‘Legalità e merito nelle scuole’ dell’università Luiss lanciato questo pomeriggio in diretta online dalla vicepresidente della ‘Guido Carli’ Paola Severino. A tenerne a battesimo la quarta edizione il neoministro all’Istruzione Patrizio Bianchi, peraltro docente proprio della Luiss prima di assumere il nuovo incarico.

“È un dovere delle università quello di parlare con le scuole e sostenerle” ha esordito Bianchi; un dovere “per il presente, in questa fase difficilissima in cui dobbiamo ritrovare l’entusiasmo per una ricostruzione” che “non può essere contaminata in alcun modo da infiltrazioni” criminali e che invece ha bisogno di “senso dello stato”.

Al procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, collegato dall’ufficio della Dna, Bianchi ha rivolto l’invito di “incontrarci presto per portare in tutte le nostre scuole il senso del ruolo dello stato” mentre al presidente dell’Anticorruzione Giuseppe Basia, anche lui tra i partecipanti, ha detto: “Dobbiamo togliere ogni sospetto nei confronti della pubblica amministrazione. La pa non è nemica della popolazione ma suo orgoglioso servitore”. “Il paese– ha concluso Bianchi- ha sempre dimostrato che solo unito può andare avanti”.

Unione e condivisione, dunque, è ciò di cui faranno esperienza 22 scuole superiori italiane, 3 istituti penitenziari minorili e 140 tra ricercatori e studenti della Luiss nei prossimi mesi, anche a distanza, nonostante la distanza, per diventare “guardiani della legge e della costituzione” e favorire “la contaminazione dei saperi sull’importanza della legalità”, come ha commentato il direttore generale della ‘Guido Carli’ Giovanni Lo Storto. Direttore che poi ha raccontato la sua personalissima esperienza di merito e come sia entrato in Luiss grazie a una borsa di studio: “A quattordici mio padre mi faceva lavare le scale dell’azienda dove lavorava per insegnarmi il valore della fatica. Così ho imparato ad apprezzare lo studio e a cogliere tutte le opportunità”.

Opportunità e borse di studio come quelle messe in palio dalla Luiss grazie al sostegno di Inwit, azienda partner, colosso italiano delle infrastrutture wireless: “Abbiamo la responsabilità di essere di esempio per le nuove generazioni– ha detto il direttore comunicazione Michelangelo Suigo- Le borse di studio sono una concreta possibilità per gli studenti di realizzare il proprio sogno”.

Protagonisti del progetto – peraltro oggetto di un protocollo d’intesa per l’educazione alla legalità e alla cultura della responsabilità tra Dna, Anac, ministeri dell’Istruzione e della Giustizia e Luiss – sono proprio gli studenti e le studentesse “testimoni di legalità, testimonianza di impegno e rispetto delle regole”, come li ha definiti Paola Severino, col favore del presidente di Anac Giuseppe Busia: “Coinvolgere i giovani, lavorare insieme, abitare le istituzioni e sentirsi a casa nel difendere la legalità, così si guadagna l’orgoglio di essere cittadini- ha esordito e poi aggiunto- questo è vivere il vincolo di solidarietà sociale della nostra Costituzione, se non stiamo insieme perdiamo tutti e lo stiamo vedendo in questi giorni”.

Gli ha fatto eco il procuratore De Raho (che proprio insieme agli studenti in collegamento ha deciso di festeggiare il suo compleanno): “La nostra Costituzione è la più bella del mondo, dimostra che la libertà è il primo diritto e la solidarietà il secondo pilastro. I giovani sappiano che per impedire alle mafie di entrare nei nostri territori dobbiamo dire no nei momenti giusti. Ma dire no è una cosa che possiamo fare solo se siamo consapevoli di quanto conta la libertà”.

“Lo stato più bello” che “mette la scuola al centro” ha chiosato Giovanna Boda, capo dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del ministero dell’Istruzione. “Lavorare nella Pa è l’onore più grande– ha proseguito- grazie quindi agli insegnanti che hanno fatto un lavoro eccezionale per tenere vivere le comunità, un’opera di coesione incredibile, e poi grazie da tutta la nazione a quei dirigenti scolastici che, ogni giorno, nelle loro scuole, creano legalità”.

Il progetto si sostanzia quindi di sostegno al merito con borse di studio destinate a ragazze e ragazzi provenienti da aree con criticità e di promozione di specifici laboratori per sensibilizzare le giovani generazioni al valore del rispetto dei diritti e delle regole, della lotta alla corruzione e alle mafie.

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Autore: Martina Mazzeo
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