Aperte le candidature di “Girls Code it Better”

Al via l'ottava edizione del progetto che porta l'informatica nelle aule
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ROMA – Girls Code it Better (GCIB) l’iniziativa ideata e sviluppata da Officina Futuro Fondazione MAW per avvicinare alla tecnologia le alunne delle scuole secondarie di primo grado attraverso laboratori di progettazione, di programmazione informatica e fabbricazione digitale, si prepara all’ottava edizione. Sono aperte, infatti, le candidature su www.girlscodeitbetter.it per tutte le scuole interessate ad aderire al progetto per l’anno scolastico 2021-22.

“Girls Code It Better è un percorso di imprenditorialità nel quale sperimentare la creatività e approfondire le conoscenze sviluppando nuove competenze- spiega Costanza Turrini, ideatrice e project manager di Girls Code it Better- Abbiamo riscontrato con soddisfazione che il metodo didattico funziona con successo sia a distanza sia in presenza, sia a scuola sia nei laboratori extra-scuola come modello flessibile testato e comprovato anche dalle presentazioni delle ragazze. Manterremo, quindi, la possibilità di attuare anche i laboratori a distanza per le scuole che preferiranno aderire attraverso questa modalità”.

Nel corso del 2020 sono stati realizzati 53 club: 5 in scuole secondarie di secondo grado, uno extra scuola e 47 in secondarie di primo grado tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise e Puglia, Sicilia. Nel prossimo anno scolastico, per le scuole secondarie di primo grado, sono previste 45 ore di laboratorio e per le scuole secondarie di secondo grado, su richiesta delle ragazze che hanno partecipato, l’offerta è stata ampliata portando il percorso a 35 ore. Nel percorso di 45 ore, che si sta concludendo in queste settimane, le 20 ragazze in ogni laboratorio hanno affrontato un tema ed elaborato un progetto che prevedeva lo sviluppo di un’area tecnica strumentale scelta tra schede elettroniche e automazione, sviluppo di siti web, app e videogiochi, percorsi di realtà virtuale e aumentata.

La mutata situazione dovuta alla pandemia, e ai suoi riflessi sull’organizzazione della scuola, ha portato Girls Code it Better a riflettere nuovamente e in positivo sulle strategie e sui metodi che propone per le attività didattiche: l’esperienza dei Club che hanno proseguito il loro lavoro on line ha permesso di verificare che i pilastri di GCIB possono reggere in modo efficace anche a distanza e che i reali obiettivi dell’iniziativa vanno ben al di là dell’utilizzo delle tecnologie anche se si nutrono di esse.

“Il nostro è un progetto in cui si sviluppa imprenditorialità, che significa di fatto sviluppare le abilità necessarie per creare e organizzare qualcosa di nuovo: le nostre partecipanti lo hanno capito molto bene e sono state proprio loro, lo scorso anno, a proporre di frequentare i Club a distanza, per portare a termine i lavori, ricalibrandoli e modificandoli per farli vivere e prendere forma completamente on line, in una modalità digitale a 360 gradi”, spiega Turrini.

Considerato il successo di questa nuova modalità, Girls Code it Better lascia alle scuole anche per l’as ’21-22 la possibilità di attivare i laboratori in forma digitale, se gli istituti la preferiscono per ragioni organizzative alla frequenza in presenza. Qualunque sia la modalità scelta, restano fermi i sei pillar su cui si basa il lavoro quotidiano di GCIB: mettere le ragazze al centro del processo di apprendimento; l’assegnazione di problemi reali e compiti autentici; lavorare a piccoli gruppi; progettazione collaborativa; riflessione condivisa; utilizzo degli strumenti come mezzi creativi e non come fine.

Nei prossimi anni in modo particolare la scelta dei problemi e degli strumenti assegnati alle ragazze saranno gli elementi fondamentali per continuare a far fiorire, sia on line che in presenza, le personalità e le competenze delle ragazze per la costruzione di nuovi percorsi creativi e istruttivi.

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Autore: Chiara Adinolfi
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