Cannabis, arriva l’ok del Messico per l’uso a scopo ricreativo

Il possesso fino a 28 grammi sarà considerato legale. Svolta anche in Marocco dove è pronto un ddl per legalizzare la cannabis
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ROMA – Con 316 voti a favore, 129 contrari e 23 astensioni la Camera bassa del Parlamento messicano ha votato a favore della legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo. La nuova legge, permette così ai maggiori di 18 anni di possederne fino a 28 grammi in maniera legale. Ad essere sdoganata è anche la produzione per il consumo personale e a beneficio delle associazioni dei fumatori. L’utilizzo della cannabis e dei prodotti derivati, resta comunque vietato per i minorenni, nelle strutture scolastiche e nei luoghi di lavoro. La vendita invece, non è consentita nelle macchine automatiche o per corrispondenza (via telefono o internet).

Cannabis legale in Messico, favorevoli e contrari

A sostenere la conversione in legge del progetto federale è stato il partito di governo Morena: il vicecoordinatore Pablo Gomez Lvarez ha affermato che, legalizzando tutta la filiera, si evita il proliferare della criminalità organizzata compresi lo spaccio e il traffico di droga. Di tutt’altro avviso è il partito di opposizione di centrodestra, convinto che la legge appena approvata comporterà inevitabilmente un aumento dei consumi. Inoltre, a far storcere il naso ai contrari è anche l’uso consentito a partire dai 18 anni: meglio se il limite fosse stato fissato a 21 anni.

Ad accogliere con favore la decisione del Messico, è stato in Italia il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova che su Facebook ha scritto: “Il Messico, paese piagato dalla violenza e dalla corruzione del narcotraffico, sceglie di sottrarre il mercato della cannabis alla criminalità per dare vita al più grande mercato legale al mondo di questa sostanza. Con questa decisione il continente nordamericano, dal Canada al Messico, diventa in larga maggioranza libero dal proibizionismo sulla cannabis, ottenendo effetti positivi sul controllo delle sostanze, sulla legalità e sull’erario. È ora che anche da questa parte dell’oceano, nell’Unione europea, si affronti con pragmatismo la questione cannabis legale”.

Marocco. pronto il disegno di legge per legalizzare la cannabis

Il governo del Marocco potrebbe adottare nei prossimi giorni un disegno di legge per la legalizzazione della filiera produttiva della cannabis, anche se con rigide limitazioni. Stando ai dati delle Nazioni Unite, il Paese è il secondo maggiore produttori al mondo della pianta e il primo per quanto riguarda l’hashish, una sostanza psicoattiva estratta dalla resina della cannabis. Stando a un portavoce del governo, il disegno di legge a riguardo sarà approvato dal Consiglio dei ministri, che si riunisce oggi per discuterne, la prossima settimana. Il quotidiano locale in lingua inglese Morocco Today ha ottenuto alcuni particolari della bozza. Stando al giornale, con il provvedimento si intende legalizzare il processo di produzione della pianta, organizzando i coltivatori in “cooperative” che potranno poi vendere i prodotti a società internazionali di “raffinazione”. La produzione dovrebbe inoltre essere permessa solo nelle sei regioni della zona della catena montuosa del Rif, che già dispongono di uno statuto speciale. Stando ai dati del rapporto 2020 dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc), il Marocco è il Paese del mondo con il più grande areale di produzione della cannabis, circa 47.500 ettari. Secondo il governo del re Mohammed VI, il volume economico dell’industria della pianta nel Paese si aggira attorno ai 15 miliardi di dollari l’anno, di cui circa 14,4 finirebbero nelle tasche dei trafficanti di droga.

La cannabis fuori dalla lista degli stupefacenti pericolosi

La cannabis è stata motivo di dibattito anche lo scorso dicembre, quando la Commissione droghe delle Nazioni unite, con 27 voti favorevoli, 1 astensione e 25 voti contrari, ha scelto di rimuoverla, a scopo medico, dalla lista dei narcotici più pericolosi. Una vittoria simbolica, per chi è sostenitore di una politica antiproibizionista sulla cannabis.

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Autore: Sausan Khalil
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