Giovani donne e grande schermo: uno sguardo al femminile | VIDEO

Intervista ad Angelica Spatarella, segretaria di edizione
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NAPOLI – Nel mondo, i film diretti da donne sono solo il 18%, in Italia il dato scende all’8%. Quello del cinema è ancora “un mondo prevalentemente maschile e per questo maschilista”. Nonostante ciò, Angelica Spatarella, classe ’94, segretaria di edizione da più di cinque anni, è determinata a farsi strada nel mondo della produzione. Le barriere all’entrata sono ancora alte, forse per retaggio culturale o forse perché “molti dei lavori sul set richiedono prestanza fisica”.

Per chi vive il set, però, appare evidente come ci siano posizioni in cui le donne hanno qualche possibilità, e quelle per cui invece è più difficile ottenere riconoscimenti. Un po’ forse per una difficoltà diffusa a riconoscere autorevolezza in operatrici, soprattutto se giovani. Angelica afferma infatti di aver “perso alcune occasioni di lavoro proprio per questo motivo”, sottolineando che, per sua esperienza, è più difficile che a una donna vengano riconosciuti merito e professionalità. “I primi giorni di set sono quasi sempre un test: bisogna dare prova di competenza per essere ascoltate, quando già il solo fatto di ricoprire quella carica dovrebbe essere una garanzia”.

Angelica di registe donne ne ha conosciute poche, anche se ricorda con nostalgia i tempi in cui, lavorando alla produzione di ‘Maradona’, la serie TV Amazon di Edoardo de Angelis, ha conosciuto una regista argentina. L’impressione, da quello che racconta, è che in Argentina ci sia una consapevolezza diffusa delle disparità di genere che ancora esistono nella filiera di produzione cinematografica e che per questo la lotta femminista sia entrata più facilmente anche in questo settore. In Italia, la sensazione è quella di essere ancora lontani da questa consapevolezza. Un dato che non è una colpa e che è da collegare, con molta probabilità, al fatto che ci sia poca attenzione, in generale, per quelli che sono i ruoli e le figure professionali della filiera produttiva cinematografica.

Siamo abituati a ricevere il prodotto finito e anche per questo “nessuno sa chi è o cosa fa la segretaria di edizione, al massimo associano la mia figura a quella di Itala, segretaria di edizione nella nota serie TV Boris”. “La segretaria di edizione è una figura professionale che si posiziona al centro tra fotografia, montaggio e regia, anche se tecnicamente fa parte del reparto regia. Tutto ciò che la segretaria di edizione fa è orientato a assicurare la continuità di montaggio. Questo perché un film non viene girato in sequenza, e quindi dalla prima all’ultima scena. Ci si organizza secondo la disponibilità degli attori e delle location. La segretaria di edizione si occupa, quindi, di assicurare coerenza di costumi, trucco e inquadrature. In base a tecniche specifiche, la segretaria di regia, in coordinamento con il direttore della fotografia, individua, ad esempio, il punto della macchina da cui fare tagli. Esistono regole prestabilite per cui un’inquadratura, rispetto ad un’altra, è montabile oppure no”.

Angelica, che per motivi personali fin da piccola ha avuto la possibilità di vivere l’esperienza del set, ha deciso di voler diventare segretaria di edizione quando, qualche anno fa, ha visitato il set de ‘La Tenerezza’ di Gianni Amelio. Da allora ha deciso di formarsi in questo campo e lo ha fatto prendendo lezioni private da una professionista a Roma. Le produzioni a cui ha collaborato sono prevalentemente opere prime e quindi i primi film di un regista al debutto. Ma molte sono le esperienze con nomi noti. C’è il già citato Edoardo de Angelis, con cui Angelica lavorerà di nuovo da aprile a luglio per la produzione di opere ispirate agli spettacoli di De Filippo ‘Non ti pago’ e ‘Sabato, domenica e lunedì’.

Tra le esperienze più belle anche quella con il regista francese Tommy Weber, per un road movie girato tra Lazio e Campania. Anche se la produzione che Angelica ricorda con più nostalgia è quella di ‘Napoli Velata’ di Ferzan Ozpetek. Paura e sconforto sono invece le sensazioni che Angelica ricorda di aver provato a marzo 2020. “Quando è scoppiata la pandemia ho pensato che sarebbe stata la fine per il mio settore. Invece devo dire che a distanza di un anno, il mondo del cinema ha dato prova di grande resilienza. Certo c’è una grande instabilità e quindi bisogna essere molto flessibili. Ci sono ripercussioni anche sull’umore e a livello psicologico, perché una produzione può essere bloccata da un momento all’altro se spunta qualche positivo. Ma intorno a me vedo molta voglia di fare e desiderio di girare e produrre. Certo, resta il problema dei cinema chiusi, ma in produzione si continua a lavorare pensando al grande schermo e probabilmente sarà per sempre così”.

Al grande schermo pensa, per aspirazione, anche Angelica, che nella vita vuole fare proprio la regista. E forse c’è bisogno proprio di questo, di un occhio alla regia, di uno sguardo di donna, che sappia dare al mondo una visione delle cose che sia anche femminile. Alla domanda “come immagineresti il mondo della produzione se ci lavorassero più donne che uomini?” Angelica risponde che sul set ci sarebbe “un’organizzazione infallibile. Per quanto riguarda il prodotto audiovisivo, invece, probabilmente avremmo molti più film come quelli di Xavier Dolan”, dice divertita.

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Autore: Alberta Testa
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