C’erano una volta…cinque studenti con la ‘fame’ di cambiare il mondo

Il 12 marzo arriva su Disney+ il documentario 'La mia sfida: cambiare il mondo'

ROMA – Grande fonte di ispirazione e di speranza. Ma anche di determinazione, entusiasmo e creatività. Impossibile non lasciarsi meravigliare dalla ‘fame’ dei cinque studenti protagonisti de La mia sfida: cambiare il mondo: il documentario creato dal National Geographic Documentary Films e dal team vincitore di un Emmy Cristina Costantini e Darren Foster, in arrivo il 12 marzo in esclusiva su Disney+

La mia sfida: cambiare il mondo racconta di cinque studenti provenienti da diversi angoli del pianeta che portano i loro progetti imprenditoriali a Macao, in Cina, per competere per i Global Student Entrepreneur Award, conquistare l’attenzione internazionale e il primo premio di 100mila dollari. Un riconoscimento importante per rendere concreti i loro sogni e le loro idee, che hanno resistito alla crisi economica,  a condizioni sociali disagiate, agli uragani e ai disordini civili. Ma la loro ambizione e determinazione hanno superato ogni ostacolo. In un momento come quello che stiamo vivendo ‘toccare con mano’ la forza di questi cinque studenti e giovane imprenditori, attraverso la visione del doc, è un’esperienza positiva ed emozionante. Loro rappresentano un raggio di speranza verso un futuro ormai incerto. Un momento in cui i progetti per il domani vengono meno per lasciare spazio al ‘vivere alla giornata’. Ma torniamo a noi: conosciamo meglio i protagonisti e le loro idee. 

Santosh viene da una piccola città agricola del Nepal e non vuole lasciare il suo Paese. Lui è il fondatore di Offering Happiness (letteralmente Offrendo felicità). Questo servizio, visto l’alto numero di persone che lascia il Paese per un futuro migliore, offre la possibilità di programmare feste a sorpresa o recapitare regali per coloro che abitano lontano dai propri cari. 

Alondra lavora alla cassa nella panetteria di famiglia a Porto Rico. Come Santosh, anche lei è legata alla sua ‘terra’ e non vuole abbandonarla. La vita, però, l’ha messa davanti a una durissima prova: la devastazione dell’isola a causa dell’uragano Maria. Ad accendere la sua creatività e intuizione è stata l’esperienza con il cugino non udente. Alondra ha creato un’applicazione che permette alla persone sorde di comunicare con i propri dottori durante le visite. “Un’app che aiuterà le persone sorde ad avere una conversazione senza infrangere le leggi sulla riservatezza e a sentirsi al loro agio con il medico“, ha detto Alondra.

Henry è un mago della programmazione di Nairobi. “Se l’opportunità non viene a bussarti, vai a prendertela“. Queste le parole del ragazzo che, grazie alla sua passione per l’informatica ha superato il trauma del bullismo. Il giovane imprenditore ha co-creato un’app che aiuta gli studenti e le studentesse a trovare ogni tipo di alloggio a disposizione nella zona in cui decidono di abitare. “Molti credono che in Africa non succeda nulla, ma noi abbiamo gli stessi sogni, la stessa passione la stessa voglia di riuscire che hanno gli altri. Uno dei motivi per cui voglio partecipare a questo concorso è cambiare la percezione sbagliata che molti hanno degli africani“, ha raccontato Henry.

Jason è un esperto di marketing proveniente dalla Grecia. Insieme ad alcuni compagni dell’università ha realizzato un’app che, attraverso l’intelligenza artificiale, analizza il pianto di un bambino e ne indica la causa. Un’applicazione nata “visitando un clinica in cui ho visto dei neonati e mi sono reso conto di quanto i neo-genitori, senza o con poca esperienza, si possano sentire spaesati ad occuparsi di loro“, ha detto Jason. 

Daniela, un’immigrata in fuga dalla crisi in Venezuela, sta conquistando l’industria chimica dal suo laboratorio alla NYU. Insieme ad una sua amica ha creato una start-up che si propone di rendere più sostenibili tanti materiali che hanno un impatto dannoso sull’ambiente, come il nylon, attraverso l’energia solare. “Ho la possibilità di rappresentare gli Stati Uniti, che danno a molti immigrati una seconda possibilità, ma anche il Paese per mostrare che non siamo solo una nazione in crisi“, ha raccontato Daniela. 

2021-03-12T13:07:32+01:00