Da The Weeknd a Zayn Malik: gli artisti boicottano i Grammy Awards

La cerimonia è in programma domenica 14 marzo: si chiede maggiore trasparenza nella scelta dei nominati
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ROMA – The Weeknd boicotterà i Grammy anche in futuro. Lo ha fatto sapere lo stesso cantautore in vista della cerimonia di premiazione che si terrà domenica 14 marzo allo Staples Center di Los Angeles.

L’artista è stato escluso dalle nomination nonostante i risultati della hit “Blinding lights”, da un anno fissa nella top 10 della chart di Billboard e nelle classifiche digitali di tutto il mondo. Il brano, al suo debutto, è rimasto quattro settimane alla prima posizione della Billboard Hot 200. Un successo confermato anche dal seguito avuto con il disco “After Hours”.

“A causa delle commissioni segrete, non permetterò più alla mia casa discografica di proporre la mia musica ai Grammy”, ha detto l’artista al New York Times. Una decisione che Abel Tesfaye, questo il vero nome di The Weeknd, prende per chiedere maggiore trasparenza nei metodi di scelta dei nominati. Già all’indomani dell’esclusione, il cantautore canadese aveva definito la Recording Academy corrotta. E, a sostenerlo nelle sue affermazioni, c’erano stati colleghi del calibro di Kid Cudi, Halsey e Drake.

Lo sfogo di Zayn Malik

Nei giorni scorsi anche Zayn Malik ha parlato della necessità di avere maggiore inclusione e trasparenza, senza favoritismi, nomination influenzate politicamente o addirittura razzismo.

Nella storia dei Grammy, in 62 edizioni, solo 10 volte il premio più importante, “Album of the year”, è stato vinto da un artista di colore. E, da anni, i Grammy vengono attaccati per i metodi poco chiari di scelta delle candidature. La Recording Academy, al momento, non ha risposto a The Weeknd. 

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Autore: Giusy Mercadante
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