Napoli, alleanza con il territorio per la lotta alla povertà educativa

Parla Andrea Morniroli, coordinatore del progetto 'Grazia sotto pressione'
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NAPOLI – “Bisogna smettere di pensare alle politiche sociali educative di contrasto alla povertà come politiche deboli solo perché rivolte ai deboli”. Con queste parole Andrea Morniroli, operatore sociale portavoce di EducAzioni, spiega perché “il contrasto alla povertà educativa va interpretato come una delle chiavi con cui andare a ripensare la scuola tout court”.

Proprio in questa direzione si muove il progetto ‘Grazia sotto pressione’, di cui Morniroli è coordinatore. Ideato e gestito dalla cooperativa sociale Dedalus, il progetto offre percorsi di cittadinanza rivolti a minori in grave povertà educativa e sociale coinvolti in modo diretto o indiretto nei circuiti di prostituzione. Attraverso programmi individualizzati e familiari sostenuti da budget economici a dote, il progetto vuole offrire un’alternativa formativa a ragazzi e ragazze che vivono situazioni di grande sfruttamento, lavorativo o sessuale, provando, al contempo, a mantenere inalterato il reddito ‘puzzle’ familiare.

Questo perché, come ricorda Morniroli, “la povertà materiale è strettamente connessa alla povertà educativa. Nella maggioranza dei casi, i ragazzi a rischio povertà educativa e fallimento formativo subiscono un fenomeno ereditario. Bisogna intervenire sulla famiglia, sui servizi aggiuntivi, sui trasporti, sulla riqualificazione degli spazi aggregativi. Servono patti educativi di comunità diffusi sul territorio, la scuola da sola non basta”.

La povertà educativa è infatti un fenomeno multifattoriale che solo un’alleanza scuola-territorio può contrastare. Il progetto parte quindi con un profilo di comunità, una mappatura del territorio, che consentirà di testare l’offerta iniziale di servizi, per capire come intervenire per poi rispondere ai bisogni reali dei minori a rischio. Il presupposto alla base di queste azioni si basa su una convinzione salda: in ogni ragazzo, bambina o bambino, c’è della ‘grazia’ (l’intelligenza, i talenti, i desideri, le attitudini, gli affetti), a volte tanto schiacciata dalle dinamiche di contesto da non riuscire a venir fuori.

Lavorare sulla ‘grazia’ per Andrea Morniroli significa facilitare l’emancipazione. “Noi operatori dobbiamo imparare a riconoscere la bellezza anche nelle circostanze più misere. Senza questa consapevolezza di bellezza non ci può essere emancipazione”. ‘Giro, giro tondo’, una delle azioni previste dal progetto, ha come destinatari i bambini iscritti all’Istituto Bovio Colletta di Napoli, una delle scuole del territorio con il più alto numero di alunni a background migratorio. “C’è un’elevata concentrazione di bambini e bambine figli di donne nigeriane, a rischio di essere coinvolte in circuiti di prostituzione, quando non lo sono già, o non lo sono già state”.

In casi come questo, il progetto offre un tempo che prolunga il tempo scuola, lavorando contemporaneamente con le madri. Il grande assente sul territorio, come conferma Morniroli, è la politica. Fatta eccezione per l’assessore Annamaria Palmieri, che ha “co-costruito con le scuole e le associazioni di terzo settore gli indirizzi politici dell’amministrazione, non è pensabile che si pensi alla campagna elettorale quando c’è una città che sta per implodere. Manca una politica competente e coraggiosa, che si faccia carico delle complessità e non delle semplificazioni”.

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Autore: Alberta Testa
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