Torino, sul palco virtuale va in scena ‘Game over – le regole del gioco’

Un performance sui legami tra individuo e società
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ROMA – Sono cento le classi delle scuole superiori di Torino e Città Metropolitana prenotate per la prima diretta streaming di ‘Game over – le regole del gioco’, l’esperienza teatrale innovativa prodotta da Teatro e Società, in collaborazione con l’Associazione Sulleregole, il Fondo Alberto e Angelica Musy e realizzata con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, per aprire la riflessione sui legami tra individuo e società, a partire dalla drammatica vicenda vissuta dall’avvocato Alberto Musy e dalla sua famiglia.

Dopo il percorso formativo condotto con insegnanti e classi, ‘Game over – le regole del gioco’ propone due spettacoli in diretta streaming dal Teatro Agnelli di Torino il 22 marzo e il 26 aprile, dalle ore 11.30 alle 13, per tutte le scuole secondarie di secondo grado interessate a partecipare. Alternando momenti teatrali, musicali e testimonianze, gli spettacoli affrontano la ricerca di un significato condiviso per binomi, apparentemente antitetici, come felicità e solitudine, libertà e regole, con l’obiettivo di valorizzare tra i giovani lo sviluppo di una coscienza civica consapevole e il senso di appartenenza alla comunità, quali vie per superare il senso di insicurezza e impotenza rispetto all’essere cittadini.

Molte le domande di un dialogo virtuale guidato da due personaggi messi in scena dagli attori Elisabetta Baro e Franco Carapelle, anche autori dello spettacolo, e dalle parole musicali del rap-menestrello Alp King- Cos’è la felicità in un mondo che evolve velocemente, in cui più benessere, socialità, salute o conoscenza non corrispondono sempre alla ricerca del miglior mondo possibile? Tra mondi reali e virtuali quali sono le regole per vivere dentro una collettività? E le regole possono essere la chiave per vincere la solitudine e condurci alla felicità? A rispondere saranno voci autorevoli tra cui Gherardo Colombo, ex magistrato e fondatore dell’associazione Sulleregole; Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera; gli artisti Moni Ovadia e Neri Marcoré, con la partecipazione straordinaria di un testimone dal carcere Lorusso e Cutugno di Torino.

Angelica Musy, nel racconto dell’attività in carcere a favore dei detenuti proposta dal Fondo Musy, darà un esempio concreto di come ogni ferita, dolore, incertezza e paura, possa trovare risposte costruttive per, anziché isolarci, creare comunità. Significativa la data del primo spettacolo, proposto in concomitanza con il nono anniversario del tragico evento che coinvolse Alberto Musy, avvenuto il 21 marzo 2012.

“Dopo tre anni di repliche dello spettacolo ‘Game over – Per un nuovo inizio’ e una platea di circa 4mila giovani studenti raggiunti- spiega Angelica Musy- abbiamo voluto rinnovare il prezioso lavoro con cui abbiamo portato il carcere oltre le sbarre, parlando di seconde opportunità ai giovani studenti. ‘Game over- Le regole del gioco’, utilizzando questa volta i canali digitali, si propone di innescare una rielaborazione dei sentimenti di diffidenza e sospetto nei confronti del carcere, aprendo una visione di fiducia sulla pena e più in generale sui temi della libertà, della responsabilità e della giustizia”.

Non mancherà il punto di vista dei giovani rappresentati, per il primo spettacolo del 22 marzo, da due studenti dell’Istituto ‘Grassi’ di Torino, individuati tra chi ha partecipato al laboratorio formativo. La partecipazione per insegnati, a titolo personale, associazioni, giornalisti è prevista previo invio di richiesta, entro il 19 marzo e il 20 aprile a: [email protected]

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Autore: Redazione Diregiovani
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