L’acqua può finire: i dati sull’emergenza climatica

Una risorsa fondamentale per la vita sulla Terra che non è inesauribile e non è a disposizione di tutti
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Il 22 marzo si celebra la giornata mondiale dell’acqua.

Una risorsa fondamentale per la vita sulla Terra che, tuttavia, non è inesauribile e non è a disposizione di tutti. Evitare gli sprechi e razionalizzare le risorse sono gli obiettivi che la comunità internazionale ha fissato per i prossimi anni.

Le voci delle associazioni

L’UNICEF:  MILIONI DI BAMBINI A RISCHIO

Il cambiamento climatico sta sconvolgendo le condizioni meteorologiche, portando a eventi atmosferici estremi, una disponibilità d’acqua imprevedibile, ad un aggravamento della scarsità d’acqua e ad una contaminazione delle riserve idriche. Tali impatti possono influenzare drasticamente la quantità e la qualità dell’acqua di cui i bambini hanno bisogno per sopravvivere.

IL WWF: UNA NUOVA APP PER SALVARE I FIUMI PRIGIONIERI DEL CEMENTO

La salute dei fiumi è anche una garanzia per ridurre gli impatti devastanti del cambiamento climatico in atto: un corso d’acqua con una vegetazione in buono stato, ampie zone di esondazione e cemento lontano dalle sponde è meno pericoloso di un corso d’acqua costretto da barriere, sponde cementate e disboscato. Le nostre società subiscono continuamente un mix di effetti tra siccità estreme, inondazioni e emergenze idriche: politiche di adattamento sono urgenti e indispensabili tanto quelle di mitigazione e i fiumi hanno un ruolo essenziale. Un impegno collettivo per un miglior governo delle risorse di acqua dolce, soprattutto rigenerando i sistemi naturali, può ridurre efficacemente le conseguenze dei cambiamenti climatici.

LEGAMBIENTE: GESTIONE EQUA, RAZIONALE E SOSTENIBILE DELL’ACQUA

Prima in Europa per prelievi di acqua a uso potabile (oltre 9 miliardi di metri cubi all’anno, 25 milioni di metri cubi pari a 419 litri per abitante al giorno), l’Italia è nel complesso un Paese a stress idrico medio-alto secondo l’OMS, poiché utilizza il 30-35% delle sue risorse idriche rinnovabili, con un incremento del 6% ogni 10 anni. Una tendenza che, unita a urbanizzazione, inquinamento ed effetti dei cambiamenti climatici, come le sempre più frequenti e persistenti siccità, mette a dura prova l’approvvigionamento idrico della Penisola. Ad aggravare la situazione ci sono l’annoso problema delle perdite lungo la rete e le alte percentuali di “non classificato” in merito alla qualità e alla quantità dei corpi idrici – specie al Sud – che denunciano una grave mancanza di conoscenze di base sullo stato delle acque, e i nodi irrisolti sulla depurazione.

I DATI SUL CONSUMO DI ACQUA IN ITALIA

In Italia i prelievi per uso potabile ammontano a 419 litri per abitante al giorno, che corrispondono ad un prelievo giornaliero di 25 milioni di metri cubi. Per quanto riguarda l’origine delle acque utilizzate, secon- do i dati Istat21 relativi al 2018, i prelievi per l’uso potabile sono a carico delle acque sotterranee per l’84,8% (48,9% da pozzo e 35,9% da sorgente), mentre dalle acque superficiali viene prelevato il 15,1% (9,8% da bacino artificiale, il 4,8% da corso d’acqua superficiale e lo 0,5% da lago naturale) e il restante 0,1% da acque marine o salmastre. Il 38% delle risorse prelevate provengono da tre regioni quali la Lombardia (il 15,4%), il Lazio (12,5%) e la Campania (10%). (Legambiente)

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Autore: Piero Bonito Oliva
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