A 18 anni guarisce grazie a un donatore tedesco: “Sei il mio eroe”

Serena si è salvata da una grave malattia con il trapianto di midollo
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Serena Piccolo, 18 anni, è guarita da una grave malattia grazie al trapianto di midollo di un donatore di cui conosce solo le origini tedesche. Alla sua esperienza di vita ha dedicato un post che la redazione Diregiovani ha deciso di pubblicare e condividere con i suoi lettori. 

 

Forse il benessere il piacere e il successo sono di grana grossolana e di fibra comune, ma il dolore è di quanto più delicato esista sulla terra. Oscar Wilde

Fino ad un anno fa non avrei mai capito questa frase, o almeno non mi sarebbe mai rimasta impressa. È passato un anno, poco di più, dal mio primo ricovero, la mia prima trasfusione, la mia prima nora (anestesia, ndr), e guardo a quel 30 novembre 2019 come se fossi completamente un’altra persona.

È stato un anno difficile, ho dovuto accettare di essere malata e dipendente da trasfusioni, accettare che la mia quotidianità venisse distrutta mi sentivo spodestata dal trono della mia vita, da domande e sensi di colpa che ormai controllavano la mia mente.

Ad oggi reputo tutto ciò così stupido, non avrei mai dovuto pensare che la malattia potesse definirmi, che si prendesse il controllo dei miei pensieri, e della mia forza d’animo, non si può controllare in nessun modo questo tipo di cose, succedono e basta. Eppure io oggi come oggi mi sento così fortunata, e non perché mi sto accontentando, ma perché ho imparato a valorizzare l’attimo.

 

Dopo mesi di ricovero in reparti di ematoncologia, con bambini così piccoli da non sapere manco cosa sia la differenza tra sano e malato, non potrei mai permettere di lamentarmi per la mia esperienza, tutto ciò che ho vissuto lo vivono ogni giorno tante altre persone al mondo e soprattutto bambini a cui una crudele malattia toglie la “fanciullezza” quella che per tanti poeti era il periodo della felicità più pura, più genuina.

Da quando ho fatto il trapianto e sono risaliti i valori sono stati pochi i giorni tristi, giornate di pioggia o di sole ero felice di star uscendo piano piano da questo tunnel infernale.

Sono grata per tante cose ora, cose che prima non consideravo, ho vissuto più questo anno che tutti gli altri della mia vita, porto ogni esperienza come un tesoro prezioso che in un modo o nell’altro mi ha portato ad essere come sono ora e tutto ha acquistato valore, i tramonti sono di sfumature più belle e rileggo libri che improvvisamente hanno parole più profonde. 

Ringrazio tutti i piccoli pazienti, i piccoli guerrieri che mi hanno insegnato così tanto senza rendersene conto. Ringrazio ogni persona che mi ha dedicato ,anche se per un secondo, parte dei suoi pensieri e del suo affetto.

Ringrazio le persone come il mio eroe tedesco, IL MIO TIPO, che mi ha donato parte di lui, ignaro di chi fossi o di cosa facessi nella vita, lui che mi ha fatto conoscere la forma più pura di bene; ti prometto che farò buon uso del tuo midollo. Attimo dopo attimo è passato un anno dal giorno più brutto della mia vita e 100 dal giorno che mi ha cambiato per sempre. Non vi auguro quello che mi è successo, ma vi auguro di sentirvi come io mi sento ora, consapevoli che la strada sia ancora abbastanza lunga ma soddisfatti di ciò che avete percorso e di come lo avete fatto.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

Autore: Piero Bonito Oliva
Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it