Al liceo Marconi di Pesaro Veltroni parla di memoria e responsabilità educative

Ospite del convegno 'A Forza di essere Vento'

PESARO – “Tutti coloro che hanno avuto la possibilità di incontrare i sopravvissuti sono testimoni di secondo grado”. Così Walter Veltroni,ex sindaco di Roma, risponde alla domanda dello storico della Shoah Marcello Pezzetti: “che ruolo avranno gli insegnanti quando non ci saranno più sopravvissuti?”. La domanda dello storico, ospite insieme a Veltroni del convegno nazionale ‘A Forza di essere Vento’, organizzato dal liceo scientifico e musicale ‘Marconi’ di Pesaro, vuole essere uno stimolo a riflettere sulle opportunità e sulle responsabilità educative.

Agli insegnanti Veltroni consiglia di seguire una strada a binario doppio con i ragazzi. “In primo luogo, non bisogna avere paura di usare la dimensione emotiva. Per arrivare alla ragione si passa per le emozioni. Il secondo elemento è la ricostruzione storica. Non bisogna raccontare la Shoah fuori contesto, ma come conseguenza di fatti storici di cui l’Italia, insieme alla Germania, è responsabile”. Veltroni ricorda come, negli anni, ma ancora oggi, si riveli importante l’istituzionalizzazione di riflessioni sulla memoria. “È importante che ciascuno di noi venga accompagnato alla memoria, per non rimuovere gli avvallamenti della Storia”.

Per Veltroni, proprio “i ragazzi sono quelli che, meglio di chiunque altro, possono capire e sentire quello che ha vissuto un loro coetaneo”. E infatti proprio da questa considerazione nasce il libro ‘Sami Modiano, Il Bambino che tornò da Auschwitz’. “Ho cercato di tradurre la storia di Sami in un linguaggio che potesse arrivare ai giovani. Quando Sami è stato deportato nei campi di sterminio, nel punto più oscuro dell’inferno, aveva appena 13 anni. Oggi, la sua più grande eredità è la dolcezza: un gigantesco antidoto ai rischi di questo tempo”.

2021-04-09T15:21:52+02:00