Amore liquido: quando non definirsi diventa una scelta

Per molti anni l’orientamento sessuale è stato considerato come un pattern fisso e immutabile di attrazione verso persone dello stesso sesso o del sesso opposto. Soltanto negli ultimi anni però, si è raggiunta una consapevolezza sessuale e una parziale depurazione morale che ci permette di personalizzare maggiormente la nostra identità sessuale, rendendola più “fluida”.

All’interno della società postmoderna sembra sempre più evidente che la sessualità umana sia un universo assai complesso, impossibile da ridurre a una visione binaria dell’identità e della sessualità. Se questo è vero sul piano biologico, nella distinzione tra maschio e femmina, lo è molto di più quando ci spostiamo su quello delle preferenze, dei ruoli e dei significati dell’essere donna o essere uomo e soprattutto di ciò che piace e che gratifica e anche di ciò che fa vivere e provare emozioni, attrazione, amore.

Con sessualità fluida si intende la capacità e la disponibilità di rispondere alle esperienze al di là del proprio orientamento sessuale (etero, omo o bisessuale che sia). Il concetto di fluidità sessuale suggerisce che c’è ancora qualche grado di fluidità nei pattern di relazione che dipendono e possono dipendere dalle situazioni, dalle relazioni e dai contesti di vita. Si intende quindi una disponibilità all’indefinito, un’apertura a ciò che può essere anche se non ancora avvenuto.

Il termine sembra rimandare al concetto di “società liquida” di Zygmunt Bauman, con cui il sociologo polacco intende una società dove, in assenza di qualunque riferimento “solido”, le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure condivise e stabili.
La modernità liquida, per dirla con le sue parole è «la convinzione che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza». Mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di liquidità.

La cosiddetta “sexual fluidity”, o fluidità sessuale, è un concetto coniato invece da Lisa Diamond, psicologa e docente presso l’università dello Utah (USA). Nel suo libro del 2008, “Sexual Fluidity: Understanding Women’s Love and Desire”, la psicologa riporta i risultati di uno studio durato più di 10 anni, volto ad analizzare la fluidità della sessualità femminile. Dall’analisi emerge quella che la Diamond definisce come una capacità di reattività sessuale flessibile a seconda delle varie situazioni, da non confondere o identificare con la bisessualità. Questo nuovo tipo di orientamento sembra interessare prevalentemente la sessualità femminile, maggiormente plastica rispetto a quella maschile a causa di fattori sociali, culturali ed economici, che comportano una adattabilità sessuale superiore nelle donne.

L’autrice sottolinea che nella sua ricerca molte donne sembrano manifestare una capacità di indirizzare la loro attrazione sessuale a seconda delle circostanze, al di là dell’orientamento sessuale. Potremmo dire che la sessualità fluida sia la possibilità di non definire il proprio orientamento sessuale, bensì lasciare aperta la possibilità a ciò che la vita e le situazioni propongono; un atteggiamento riassumibile nell’idea di amare una persona, al di là del sesso biologico a cui appartiene.

Freud sembra aver anticipato questa particolare apertura all’indefinito quando descrive il bambino un “perverso polimorfo”; il bambino in tal senso è perverso in quanto ricerca il piacere senza alcuna finalità riproduttiva (in questo caso il termine “perversione” non ha alcuna valenza morale negativa). È, inoltre, polimorfo, poiché ricerca il piacere attraverso vari organi e tramite diverse zone erogene, e riceve gratificazione sia dal contatto col padre che con la madre. Secondo la teoria classica, con la fase genitale (quinto e ultimo stadio dello sviluppo psicosessuale infantile) che ha inizio con la pubertà, si giunge ad una stabilizzazione dell’investimento libidico e sessuale che consente al ragazzo/a di sviluppare relazioni significative con il sesso opposto o, in presenza di attitudini omosessuali, con il proprio sesso.

Tuttavia, le recenti trasformazioni della società, l’apertura morale e culturale dell’epoca postmoderna, sembrano aver portato ad un cambiamento di questa visione. Nell’arco della vita molte persone, soprattutto durante l’adolescenza, possono essere spinte a provare nuove esperienze in tutti i versi dell’orientamento sessuale, seguendo il proprio piacere innato, prima di definire meglio se stessi. Molti ragazzi e soprattutto molte ragazze sembrano aperti alla non definizione della loro identità di genere così come del loro ruolo sessuale. In questo senso il concetto di fluidità sessuale sembra offrire un modello flessibile per dimostrare che la variabilità e la non conformità della propria attrazione sessuale non è qualcosa di strano o assurdo, ma semplicemente un modo “altro” di vivere l’identità, l’amore e l’attrazione sessuale. Tuttavia, come tutte le sperimentazioni, anche questo tipo di fluidità sessuale può diventare un boomerang.

Al di là del rischio di un certo tipo di promiscuità e ricerca estrema del piacere a tutti i costi, il lasciarsi vivere e lasciare che le cose accadano, anche in ambito psicosessuale, rischia di sconfinare nelle paludi della passività e dell’apatia. Quando non definirsi è un modo per proteggersi dalla responsabilità di una scelta, in questo caso diventa un meccanismo che limita lo sviluppo dell’identità, piuttosto che amplificarlo.

Lo sapevi che:

  • La modella e attrice Cara Delevingne, volto noto del jet set americano, ha dichiarato di non voler etichettare il proprio orientamento sessuale, rientrando così anche lei in un’area di sessualità fluida.
  • In un recente sondaggio (2015) effettuato dal sito britannico yougov, importante società di rilevazioni statistiche, su più di 1600 abitanti del Regno Unito è emerso che soltanto il 4% della popolazione britannica si definisce “esclusivamente omosessuale”, il 72% sceglie di definirsi “esclusivamente eterosessuale”, mentre il restante 19% si colloca in una posizione intermedia tra i due estremi. Dato ancora più interessante è che se si analizzano i risultati che coinvolgono la fascia dei più giovani (tra i 18 e i 24 anni), quasi la metà dei più giovani (49%) si colloca in una posizione intermedia tra i due poli estremi della scala. Quindi, circa un giovane su due ritiene di non essere totalmente definito né dal termine eterosessuale né omosessuale.
  • In Italia, il primo e unico testo ad affrontare l’argomento è “La fluidità sessuale. La varianza dell’orientamento e del comportamento sessuale”, saggio pubblicato nel 2011 e scritto da Davide Dèttore ed Emiliano Lambiase, entrambi psicologi, psicoterapeuti ed esperti in campo sessuologico.

Dubbi e domande:

Anonima, 30 anni
Non riesco a capire il mio orientamento sessuale…
Anonima, 14 anni
Come si riconosce la vera bisessualità dalla semplice curiosità adolescenziale?…


Cosa significa avere un genere non binario?…

 

Autore: L'èquipe degli esperti
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