Verona, una panchina rossa per Ilenia Fabbri alla scuola media Anna Frank

Realizzata per i ragazzi, uomini e donne del futuro
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VERONA – L’installazione di una panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza sulle donne, dedicata alla faentina Ilenia Fabbri e a tutte le donne vittime di femminicidio è stata protagonista della mattinata di oggi, alla media ‘Anna Frank’ dell’istituto comprensivo di Lugagnano di Sona, in provincia di Verona. L’iniziativa è stata voluta dopo che il personale scolastico della scuola veneta ha appreso del terribile episodio che, il 6 febbraio, è costato la vita a Ilenia Fabbri.

“Sull’esempio del ‘Giardino di Ilenia’ sostenuto dall’amministrazione manfreda- hanno fatto sapere dall’istituto comprensivo- il collegio docenti e il consiglio d’istituto dell’Istituto di Lugagnano di Sona ha votato all’unanimità per posizionare la panchina all’interno dell’area scolastica. Non ci sono parole per descrivere l’efferato crimine che per l’ennesima volta ha colpito una donna forte, coraggiosa e solare. La scuola è il luogo che tutti, prima o poi, attraversano, un varco obbligato per i ragazzi, uomini e donne del futuro. La nostra speranza è che questo ‘seme rosso’ possa germinare nelle loro menti con l’idea che possa lasciare un segno indelebile affinché l’ignoranza e la brutalità non prendano più il sopravvento”.

In collegamento durante l’inaugurazione c’era anche una rappresentanza del Comune di Faenza: alla cerimonia infatti erano presenti in streaming l’assessora alle Pari opportunità, Milena Barzaglia, e il presidente del Consiglio comunale, Niccolò Bosi.  – “La nostra città -ha sottolineato l’assessora Barzaglia- è ferita e questo ci impone di provare a capire dove la nostra società stia fallendo su questo tema. L’omicidio di Ilenia è un fatto gravissimo che ci ha sconvolto ma dev’essere anche un monito: bisogna combattere la violenza di genere con ancora maggior intensità. La vicinanza degli studenti, degli insegnanti degli amministratori, della comunità di Lugagnano di Sona, ci commuove profondamente e ci fa capire quanto sia importante che il dolore per quanto accaduto debba trasformarsi in una reazione per mettere in campo misure, iniziative, impegno quotidiano e ogni forma di sensibilizzazione a tutela delle donne. È qui che è fondamentale il ruolo del sistema educativo che deve insegnare il rispetto delle differenze, tema decisivo per contrastare violenze, discriminazioni e comportamenti aggressivi. In quello spazio non rinnoviamo simbolicamente solo la memoria di Ilenia Fabbri ma anche l’impegno su questo tema. Un ringraziamento va a tutti e in particolar modo alle ragazze e ragazzi che questa mattina hanno letto parole così importanti; dal cuore vi dico che sono commossa e che con il vostro impegno dimostrate di essere la luce e la speranza di un mondo migliore”.

“L’azione degli studenti -ha detto Niccolò Bosi- è importante perché insegna a non essere indifferenti. È un’alta funzione educativa che rimarca bene il solco, evidenziando come la nostra società debba fuggire e combattere la violenza di genere e come questa non debba trovare alcuno spiraglio. Rimarcare questa condotta con gesti e azioni come quelle messe in campo dall’istituto scolastico veronese aiuta le vittime a non sentirsi sole e a sentirsi abbracciate e sostenute da tutta la comunità, le aiuta a chiedere aiuto”.

All’inaugurazione della panchina rossa, il cui progetto è stato coordinato dall’insegnante Nicola Castoldi assieme alla dirigente scolastica, Elisabeth Piras Trombi Abibatu, hanno partecipato le studentesse e gli studenti delle terze classi, il personale scolastico e la Giunta del Comune di Sona con il sindaco Gianluigi Mazzi, la vicesindaca Elena Catalano, e gli assessori alla scuola e alle politiche giovanili Gianmichele Bianco e Monia Cimichella.

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Autore: Alice Pani
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