‘Zeta, la voce dei giovani’: Lettura, cucina e dibattiti virtuali i passatempi dei giovani in lockdown

La seconda puntata del podcast 'Z - La voce dei giovani'
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ROMA – Palestre chiuse, scuola a distanza e socialità ridotta al minimo. La pandemia ha messo a dura prova i giovani di oggi, soprattutto quelli più abituati a passare le loro giornate fuori casa. Ma gli studenti delle scuole superiori, quelli che più di tutti sono stati costretti a seguire le lezioni da casa, non si sono dati per vinti. Hanno organizzato tornei online, visto serie tv in lingua originale e creato pagine Instagram dove incontrarsi, anche se a distanza. Per la seconda puntata di ‘Z – La voce dei giovani’ abbiamo chiesto a ragazzi e ragazze cosa si sono inventati per non lasciarsi andare alla noia e trasformare questa fase dolorosa, in un’occasione per creare nuovi stimoli.

Anna, 19 anni, ha riscoperto i grandi classici della letteratura. Giuseppe, 16 anni, si è cimentato con la cucina orientale. E poi ci sono gli allenamenti in casa, gli incontri su Zoom e il volontariato. A Roma, gli studenti dei licei ‘Righi’ e ‘Tasso’ e ‘Giulio Cesare’ hanno organizzato caffè letterari virtuali in cui ragazzi e ragazze si scambiano consigli su libri e film da vedere. Gli incontri vengono rilanciati sulle pagine Instragram delle scuole, e sono diventati anche un’occasione di dibattito tra gli studenti.

Un’iniziativa simile è stata lanciata anche dall’istituto ‘Domenico Cotugno’ de L’Aquila, dove Tommaso, ex rappresentate di istituto, grazie all’aiuto della scuola e degli altri studenti, ha creato delle stanze digitali in cui parlare insieme. “Con l’appoggio dell’Usr abbiamo pensato di creare degli spazi virtuali in cui parlavamo tra di noi. Abbiamo iniziato con tematiche di attualità, ma poi abbiamo lasciato spazio anche solo al racconto delle nostre giornate. Molti studenti avevano bisogno anche solo di poter commentare, fare una battuta- racconta Tommaso- Questo ci è sembrato l’unico modo per far sì che la scuola non venisse del tutto gambizzata da questo lockdown. Dobbiamo trovare il modo di comunicare, sfruttando ogni strumento. Continuiamo ad arricchirci e divertirci”.

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Autore: Chiara Adinolfi
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