La Rai dice basta al ‘blackface’ e il merito è anche di Ghali

Il cantautore a novembre aveva criticato il programma 'Tale e Quale Show' che spesso adottava questa pratica per imitare artisti di colore

ROMA – La Rai ha finalmente detto basta al ‘blackface’. Anche se nel 2021 sembra ancora assurdo parlarne come fosse una conquista, va detto che nel nostro Paese da questo punto di vista siamo ancora molto indietro. Lo ha ribatito a gran voce anche Ghali, lo scorso fine novembre, quando in occasione della finalissima di ‘Tale e Quale Show’, si era visto imitare da Sergio Muniz con tanto di viso dipinto di nero.  Una pratica, quella del ‘blackface’ adottata spesso nel programma di Rai Uno come dimostrano le imitazioni di Tina Turner, Aretha Franklin, Beyoncé e James Brown.

“Il Blackface è una cosa di cui lo spettacolo non ha bisogno”, aveva scritto Ghali spiegando che “per offendere qualcuno basta semplicemente essere ignoranti, non bisogna per forza essere cattivi o guidati dall’odio. Si può anche essere delle brave persone e non sapere la storia del Blackface”.

Come nasce il Blackface

Diffusosi nella seconda metà dell’Ottocento, il ‘Blackface’ consisteva in un trucco teatrale marcato e non realistico, al fine di fornire un’immagine stereotipata, accompagnata spesso da un modo di parlare non corretto e da atteggiamenti come la tendenza al furto. “Lo scopo del Blackface era quello di denigrare le persone di colore, di dare una brutta impressione su di loro, in America. Veniva usato per spaventare i bambini. Erano attori bianchi che si travestivano da persone di colore e compievano atti osceni”. E ancora: “In Italia lo fanno. E scrivono articoli su di noi, in America, ovunque, in giro per il mondo”, aveva spiegato il rapper.

La risposta della Rai sul Blackface

A seguito delle parole di Ghali, le associazioni anti-razziste Lunaria, #Italianisenzacittadinanza, Cospe, Arci e Il Razzismo è una brutta storia, hanno inviato alla Rai una lettera dal titolo “Invito ad abbandonare la pratica del Blackface dalle trasmissioni di intrattenimento del servizio televisivo pubblico”. Questa è la risposta pubblicata dall’azienda:

Nel merito della vicenda per la quale ci avete scritto, diciamo subito che assumiamo l’impegno – per quanto è in nostro potere – a evitare che essa possa ripetersi sugli schermi Rai. Ci faremo anzi portavoce delle vostre istanze presso il vertice aziendale e presso le direzioni che svolgono un ruolo nodale di coordinamento perché le vostre osservazioni sulla pratica del Blackface diventino consapevolezza diffusa.

 

 

 

2021-04-29T13:23:30+02:00