Temo che mia figlia sia autolesionista, noto dei segni in faccia strani…

Salve sono una mamma molto preoccupata, vedo mia figlia spesso con dei segni in faccia, sembrano piccole abrasioni, lei dice che quando piange ha questa reazioni, ma a me sembrano più strofinamenti volontari. Temo che pratichi forme di autolesionismo. E’ sempre più chiusa in camera, non alza mai gli occhi, ha questa ossessione per la scuola, per cui non può fare nulla se non studiare anche di notte per avere dei voti sempre più alti. Sono molto preoccupata perchè tra challenge su internet e gesti estremi dei ragazzi temo che la situazione possa sfuggire dal mio controllo. Io non so più come aiutarla…Che ne pensate?

Mamma


Cara Mamma,
comprendiamo le preoccupazioni relative a sua figlia ed anche la paura di non riuscire a prevedere i controllare possibili gesti estremi. In questa cornice pandemica, il disagio giovanile ha avuto modo di amplificarsi sempre più.
Attaccare il proprio corpo, in adolescenza, dai racconti dei ragazzi sembra avere la funzione di distogliere da un dolore emotivo più profondo e ingestibile. A volte può essere una punizione, una modalità per richiamare l’attenzione degli adulti di riferimento o per sentire maggiormente il proprio corpo. L’autolesionismo viene quindi descritto come la possibilità di alleviare e lasciar fluire fuori quella sofferenza indicibile. 
Da quello che ci racconta sua figlia è molto dedita allo studio, rincorrendo un perfezionismo che probabilmente satura il tempo per potersi dedicare ad altro. La didattica a distanza non sempre ha aiutato i ragazzi ad esprimersi e a sostenere in maniera adeguata le interrogazioni. Ma quello che risalta è questo bisogno impellente di dover controllare tutto e di non sottrarsi a delle aspettative importanti. 
Oltre a questi segni e a questa chiusura importante ha notato altri cambiamenti. Ad esempio c
ome vanno i contatti con i coetanei? quale è il suo rapporto con la sua immagine corporea? C’è una pressione a volte anche implicita rispetto alla prestazione scolastica?…
A volte i ragazzi si buttano a capofitto su una attività, per non pensare, per distrarre l’attenzione e in un momento dove la pandemia detta ancora restrizioni e timori importanti forse lo studio può essere un elemento che almeno restituisce una gratificazione.
Ci sembra fondamentale che insieme possiate parlare apertamente di quello che sta vivendo, di come si sente, di cosa avrebbe bisogno adesso. Trovando il giusto canale di apertura, potrà trasmettere a sua figlia la disponibilità al dialogo e il desiderio di aiutarla a ritrovare il piacere anche nelle piccole cose. Inoltre potrebbe anche suggerirle di rivolgersi allo sportello psicologico della sua scuola, dove lo psicologo presente, nel rispetto della privacy, potrebbe accogliere il suo disagio e aiutarla a metter in campo risorse più efficaci e strategie più adattive.
Se vuole può farci sapere cosa ne pensa.
Un caro saluto! 

5 Maggio 2021