La IULM di Milano inaugura ‘Border Walls’, una mostra su muri e confini

All'installazione, visitabile gratuitamente su prenotazione, hanno lavorato l'architetto Alexander Bellman con alcuni studenti dell'ateneo
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MILANO – È stata inaugurata oggi alla IULM di Milano la mostra/installazione ‘Border Walls’, curata dai professori Leonardo Capano ed Emilio Mazza, docenti del dipartimento di Studi Umanistici, facoltà di Arti e Turismo dell’università IULM. L’ideazione del progetto e il coordinamento dell’allestimento sono dell’architetto milanese Alexander Bellman e del Gruppo C14. Hanno collaborato alcuni studenti del corso di laurea triennale in Arti, Spettacolo, Eventi culturali, alcuni del corso di laurea magistrale in Televisione, Cinema e New Media e alcuni neolaureati dell’ateneo milanese. ‘Border Walls’ si inserisce nel programma di iniziative della ‘Word of the Year’, un’idea del rettore Gianni Canova. 
 
La parola a cui si ispira la mostra è la parola dell’anno 2020 secondo la IULM, ‘onfine, dopo quella del 2019 ‘denaro’. Ecco quindi che l’ateneo ha atteso di poter riaprire per inaugurare l’installazione e coinvolgere la cittadinanza del ‘suo’ quartiere, la Barona. “L’installazione Border Walls è stata un’esperienza formativa per gli studenti dell’ateneo– ha dichiarato il Rettore Canova- alla IULM cerchiamo di far sì che gli studenti coniughino il sapere appreso in aula con il saper fare messo in pratica. Così come desideriamo che anche per i visitatori quella di ‘Border Walls’ sia un’esperienza immersiva. Sono proprio gli studenti che faranno da ciceroni ai visitatori della mostra/installazione”. “Nel dicembre 2019, quando la comunità IULM ha votato la parola ‘confine’ a larga maggioranza, nessuno immaginava l’avvento di una pandemia. Proprio per questo– ha proseguito il rettore- risulta tanto più significativa e a suo modo involontariamente profetica la scelta di questa parola. Il confine tra salute e malattia, tra noi e voi, tra una regione e l’altra, tra una zona gialla e una zona rossa, tra la speranza e la disperazione”. 
 
Confine – secondo la chiave di lettura sia della parola sia dell’installazione appena inaugurata allo IULM – è una parola quanto mai attuale, un concetto non facile da definire perché il confine può essere muro, recinto, barriera. Può essere visibile o invisibile e i confini sono anche quelli in cui ci siamo trovati a vivere durante i confinamenti a causa della pandemia di Covid-19. Nel mondo si contano 76 muri: alla caduta del muro di Berlino nel 1989 erano 15. Abbiamo costruito 40 mila chilometri di muri che è una lunghezza pari alla circonferenza del nostro pianeta. La storia dell’umanità è costellata da muri fin dai suoi albori: da Gerico a Babilonia, da Troia a Costantinopoli, dal Vallo di Adriano alla Grande Muraglia cinese, dal muro di Berlino al Muro del Pianto di Gerusalemme al di là del quale si trovano le rovine del Tempio e la Spianata delle Moschee e così anche il muro che separa Gerusalemme dai territori palestinesi.
 
Per informazioni e per visitare la mostra: www.iulm.it/it/news-ed-eventi/news/Border-Walls  
 
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Autore: Martina Mazzeo
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