Caparezza: “Ai rapper di oggi dico: riportate i temi sociali nella musica”

L'artista, da oggi su tutte le piattaforme con il suo ottavo album, propone anche un feat ai ragazzi. Il suo preferito? Leon Faun
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ROMA – Se siete fan dell’hip hop e siete alla ricerca di qualche nuova uscita da ascoltare questo weekend andare a recuperare la discografia di Caparezza potrebbe essere una buona idea. Oggi il rapper, che nel 1997 debuttava al Festival di Castrocaro e a Sanremo Giovani con il nome di Mikimix, pubblica per Polydor/Universal Music il suo ottavo disco, “Exuvia”. Partire da questo è un buon inizio.

L’artista, al secolo Michele Salvemini, negli anni ha saputo evolversi e oggi arriva a una nuova consapevolezza. Lascia indietro il suo passato come gli insetti abbandonano la loro vecchia pelle durante la muta. Significa proprio questo “Exuvia” e l’album è un vero e proprio viaggio verso la libertà. Il tutto condito dal solito flow trascinante del rapper, che non passa mai di moda.

Cos’è il concetto di libertà per Caparezza? Il poter scrivere di se stesso abbracciando un percorso più intimo. I temi sociali, che per anni ha affrontato, li lascia ai ragazzi nella speranza che qualcuno colga la sua eredità.

Presentando il progetto ai giornalisti, infatti, il rapper ha spiegato:

Non c’è un argomento che la musica non può toccare. Io darei qualsiasi cosa per vedere un ragazzo di 20 anni che parla di tematiche politiche perché io, alla mia età (ha 47 anni, ndr), se tornassi su questi argomenti sarei distante da questi ragazzi. Non posso sperare che un ragazzo mi stia a sentire. Forse sì ma se lo facesse un ragazzo di 20 anni, che si appassiona alla politica contrariamente ai suoi coetanei e parla di cose di altro genere con credibilità quello sì che diventa un esempio da trascinare e può farlo“.

Il rap oggi si è, forse, un po’ perso per certi versi ma Caparezza fa una proposta:

“Vivo- continua- sperando che torni questa wave nei ragazzi giovani perché potrebbero dare una chiave di lettura ancora più interessante in questo periodo di assoluto edonismo in cui contano più i vestiti che hai addosso, che macchina hai, una roba del genere sarebbe uno schiaffo totale e io sono disposto a farci un featuring“. 

Il rap di una volta non è stato clemente con lui

Offre supporto Caparezza ai ragazzi, quello che fondamentalmente non ha ricevuto all’inizio dell’esperienza con Mikimix e questo ha creato non poche conseguenze.

“Mi sono un po’ vergognato di lui- ammette- è stato fonte di imbarazzo quando ho cambiato nome. Ho tentato di intraprendere questa strada senza nessun compromesso per cercare di fare qualcosa di più coerente con quello che ero io. All’epoca c’era una scena rap nascente che era molto ortodossa per cui io finivo sempre per essere lo zimbello di turno e in quelle poche occasioni in cui salivo sul palco venivo preso in giro dai più. Era una sensazione spiacevole, anche perché io sono introverso di mio e non credo nelle mie capacità. Lì ero proprio messo alla gogna. Non aveva fatto bene all’autostima”. Per questo “mi ci sono voluti tanti anni per recuperare la fiducia in me e far dimenticare questo passato”.

“Fuori dagli schemi”

Qual è la carta vincente per avere successo secondo Caparezza? “Essere fuori dal comune”. Fuori dagli schemi come Leon Faun, del quale ammette di essere un grande fan:

Ha portato qualcosa di nuovo nel panorama. Ha creato una narrativa tutta sua di un mondo tutto suo”.

Non resta che aspettare una collaborazione tra i due!

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Autore: Giusy Mercadante
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