Le Coding Girls progettano l’Italia di domani

Terminata la VII edizione con 15mila studenti coinvolti in 62 città italiane
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ROMA – Si è chiusa la settima edizione di ‘Coding Girls’, il programma nazionale della Fondazione Mondo Digitale nato per sostenere la parità di genere nei settori della scienza e della tecnologia e la partecipazione delle giovani donne al mercato del lavoro. Oggi, in occasione della giornata conclusiva del progetto, le protagoniste hanno raccontato un anno di lavoro svolto per la parità di genere, e hanno presentato i progetti ispirati alle missioni del Pnrr per il programma Next Generation Eu.

‘Coding Girls’, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale con la collaborazione di Missione Diplomatica USA in Italia, Microsoft, Fondazione Compagnia di San Paolo, Eni e Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, nasce per fare massa critica sulla parità di genere, orientare la Generazione Z verso settori in espansione con forte richiesta di competenze specializzate e promuovere la partecipazione delle donne alla crescita economica e sostenibile del Paese.

“Oggi il 38% delle donne non riesce a far fronte a spese inaspettate. Una povertà che potrebbe essere arginata e ridotta se le donne partecipassero di più al mondo del lavoro. Eppure le nostre giovani studiano e si qualificano tantissimo, per questo è importante renderle consapevoli delle opportunità che ci sono– ha spiegato in apertura Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale– Abbiamo l’ambizione di raggiungere ogni singola studentessa italiana per far conosce a tutte i modelli positivi di donne che hanno intrapreso carriere nel mondo della scienza e della tecnologia”.

Il progetto ha previsto allenamenti e competizioni di coding, webinar sulle professioni del futuro, sessioni di orientamento con 30 partner accademici e incontri con donne di successo in diversi campi, dal management alla ricerca, che hanno animato la campagna intergenerazionale ‘Il mio futuro? Dipende da me’.

“L’accesso alle università per le donne è aumentato e registra performance migliori per le studentesse, ma certamente i percorsi STEM vanno incrementati- ha detto Antonella Polimeni, rettrice dell’università ‘Sapienza’ di Roma, ateneo che partecipa al progetto fin dalla sua prima edizione- La funzione di accompagnamento nelle scuole è più che strategica, e si va a calare nella terza missione degli atenei: collegarci con la società. Dobbiamo lavorare ancora molto per attivare programmi che orientino le giovani a scegliere aree disciplinari in cui le opportunità di occupazione post laurea sono altissime. Sapienza è a disposizione e si propone come modello per superare il gender gap. Le università possono e devono essere un modello”.

In risposta all’emergenza sanitaria, che ha inasprito le disuguaglianze e penalizzato il lavoro delle donne, le Coding Girls hanno accettato la sfida di lavorare sulle missioni del Recovery Plan, dalla digitalizzazione alla transizione ecologica, per offrire un’interpretazione personalizzata, inclusiva e partecipata, della tecnologia a servizio della ripartenza del paese. Un anno di lavoro intenso che ha portato alla realizzazione di oltre 400 progetti, anche con applicazioni di intelligenza artificiale, e al coinvolgimento di 15mila studenti di 100 scuole superiori in 62 città italiane.

Tra i lavori, le ragazze hanno presentato un ecoblog ideato per promuovere comportamenti etici e sostenibili, una community di studenti per la formazione alla pari e il mutuo aiuto nella didattica mista, un sito per rilanciare il turismo nel Molise, regione poco conosciuta. Lavori che Roberta Bianchi, digital and information technology strategy, office of the Global Head of DIT di Eni, ha definite “qualitativamente molto alti. Non solo progetti in ambito IT ma anche su tematiche importanti per il nostro Paese e per Eni”.

L’evento è stata anche l’occasione per presentare ‘COde&FraME for Self Empowerment’, nuovo progetto con Eni per formare 2mila adolescenti ai temi della transizione energetica e della sostenibilità. Tra gli interventi anche quello di Laura Auteri, pro rettrice alla didattica dell’università di Palermo; Beth Poisson, Minister Counselor for Public Affairs, U.S. Embassy Rome; Dewi van de Weerd, vice ambasciatrice del Regno dei Paesi Bassi; Francesco Profumo, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Per Chiara Mizzi, direttore delle Relazioni esterne di Microsoft Italia, “oggi il digitale fa parte di tutte le professioni, quindi bisogna prepararsi. Noi– ha detto Mizzi- mettiamo a disposizione contenuti e competenze. Oggi circa 150 mila posti di lavoro non vengono occupati. Bisogna fare in modo che il digitale possa aprire l’opportunità, in particolare per le ragazze. Nuovi progetti richiedono nuove competenze per dare a tutti e tutti l’opportunità di contribuire alla crescita di un paese più inclusivo e sostenibile”.

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Autore: Chiara Adinolfi
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