Cancel culture e politicamente corretto. Zerocalcare dice la sua

Sul nuovo numero di Internazionale, in edicola fino al 20 maggio, 27 pagine a fumetti intitolate 'La dittatura immaginaria'
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Roma – Se non ne avete abbastanza e sentite il bisogno di andare a fondo in quelli che nelle ultime settimane sono stati temi caldi, comprate Internazionale.

Alle tante voci che hanno parlato di cancel culture e politicamente corretto si aggiunge quella di Zerocalcare.

Il fumettista in queste settimane “s’è mozzicato le mani” (parole sue) per non rispondere a un sacco di discussioni, ma almeno ha avuto il tempo e la calma di mettere in fila disegni, parole e pensieri su questioni che alla fine lo riguardano molto da vicino.

Nasce così “La dittatura immaginaria”, un fumetto di 27 pagine pubblicato sul settimanale in edicola fino al 20 maggio.

Una riflessione quella di Zerocalcare per niente “sgrammaticata” perché, come sempre, con il suo linguaggio e il suo dono di andare dritto al punto, Michele Rech fa una lucida analisi su “La cancel culture, il politicamente corretto e perché confrontarsi con gli altri è quello che conta veramente”. Chi lo conosce lo sa: Zerocalcare che ‘spiega cose’ vale sempre la pena.

«Niente tira di più di dire che non si può più dire niente»

Zerocalcare, con il suo stile, non risparmia nessuno: editoria, web e tv, giornalisti, scrittori, fumettisti, politici e conduttori. Ce l’ha insomma con tutti coloro che hanno a che fare con il linguaggio e pure con “L’immaginario”, perché proprio loro – come lui – “contribuiscono alla formazione di idee, spunti, sentimenti”. Parla del cosiddetto ‘beneficio d’inventario’ e invita ad andare oltre l’algoritmo, denunciando ovviamente l’ormai popolarissima ‘gogna pubblica’. Nelle sue strisce ci sono i carnefici e pure le vittime e entrambi non ne escono bene, ma soprattutto c’è la politica, non quella del singolo ma quella che fa la collettività.
Insomma dire, ascoltare ma anche confrontarsi perché “Arrivare a conclusioni diverse ci fa guadagnare in consapevolezza e ci evita gli automatismi”.
E allora buona lettura, verso il ‘liberi tutti’ dalla “Dittatura immaginaria”.
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Autore: Fabrizia Ferrazzoli
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