Le voci dei ragazzi sul Ddl Zan: “Chi si oppone rivendica la libertà di insulto, non di opinione”

Migliaia i giovani scesi in piazza sabato per chiedere l'approvazione definitiva
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 “Penso che in Italia ci sia ancora un grave problema di omotransfobia, altrimenti questo DDL sarebbe passato da tempo, invece dobbiamo subire la retorica dell’insulto spacciato come opinione, perché di fatto chi si oppone rivendica la libertà di insulto, non la libertà di opinione che è garantita in Italia”. Sono le parole di Michela, giovane ragazza romana che con altre migliaia di persone è scesa in piazza sabato per esigere l’approvazione definitiva del DDL Zan.
“Siamo qui tutti insieme per far passare il messaggio che non è solo una legge per le persone omosessuali o transessuali– ha detto Michela- ma anche per le persone disabili o che in qualsiasi modo subiscono una discriminazione in quanto diverse e tenute fuori dall’eteronormatività, la normalità cis, la normalità abilista”.

UNA SOCIETA’  PIU’ LIBERA, PIU’ APERTA 
Fra le tante bandiere arcobaleno che coloravano piazza del Popolo, era forte la determinazione delle ragazze e dei ragazzi che manifestavano per rivendicare una società più aperta, libera e inclusiva.
“Crediamo fermamente che qualcosa deve cambiare, perché nonostante le persone continuino a dire che siamo nel 2021 e viviamo in una società libera, non è affatto vero- ha detto Martina- perché non è accettabile che ci sia ancora un alto tasso di omofobia e violenze di genere. Viviamo ancora in una società patriarcale, basata sugli ideali di una finta comunità cristiana. Ognuno dovrebbe essere libero di camminare mano per la mano nella strada, senza aver paura di essere giudicato, insultato o seguito. Vale anche per noi donne; dobbiamo essere libere di vivere esattamente come lo è un uomo cisgender (che si riconosce nel proprio genere biologico, NDR) bianco”.Nella maggior parte dei Paesi europei sono già in vigore delle leggi equivalenti contro l’omotransfobia, e i giovani scesi in piazza ne sono consapevoli.
“Anche il nostro Paese dovrebbe dotarsi di questa legge- ha detto Lavinia con fermezza- perché è assurdo che, come è successo al ragazzo a Valle Aurelia, ancora non si possa denunciare facendo scrivere nero su bianco il motivo per cui si denuncia”.
“Sono sceso in piazza per la legge Zan, ma anche in nome della democrazia- ha detto Edoardo- perché nell’ultimo periodo questa legge è stata ostacolata per dei pregiudizi personali di alcuni politici, che stanno lottando contro i diritti degli altri, i nostri diritti, e questo non va bene”.
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Autore: Marco Marchese
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