INTERVISTA | Le proposte del Consiglio nazionale giovani: “Sostegno per gli affitti e pensioni di garanzia per i ragazzi vittime della precarietà”

La presidente Maria Cristina Pisani sembra avere le idee chiare su quali siano le misure da mettere in campo a sostegno delle future generazioni
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La partecipazione attiva dei giovani alla vita politica del Paese è un tema di cui si discute da tempo. La prima critica che il mondo degli adulti muove nei confronti delle nuove generazioni, non sempre a ragion veduta considerando il fermento degli ultimi anni, è di non avere grande interesse a inserirsi nel dibattito pubblico, né di volersi impegnare per indirizzare il timone statale verso politiche che vadano oltre il consenso immediato e il rinnovo di mandato ma che piuttosto tutelino il futuro delle future generazioni. Maggiore coinvolgimento dei ragazzi nei processi decisionali che chiama in causa in prima battuta i partiti politici, a loro volta a caccia di argomenti e proposte per riaccenderne l’entusiasmo. Ricerca che alcune proposte le ha in realtà già prodotte, come l’abbassamento al di sotto dei 18 anni dell’elettorato attivo per la Camera dei deputati. Perché se è pur vero che i giovani devono farsi sentire, dall’altro lato c’è bisogno di qualcuno che li ascolti. Oltre i partiti, a livello istituzionale questo è compito del Consiglio nazionale giovani, organo di rappresentanza dell’associazionismo giovanile italiano che svolge una importante attività di confronto e dialogo con le Istituzioni stesse. La presidente Maria Cristina Pisani, eletta nel 2019, ha le idee chiare su quali siano le priorità.

Il Consiglio Nazionale Giovani in collaborazione con Eures ha presentato un’indagine sui livelli occupazionali dei ragazzi in Italia. È venuto fuori un quadro drammatico.

Soprattutto dopo la pandemia, che ha impattato in modo asimmetrico sulle nuove generazioni: non sono state le prime vittime dal punto di vista sanitario ma sono certamente le più danneggiate dal covid sotto il profilo economico.

Da cosa dipende?

Dalle condizioni lavorative di estrema precarietà, in primis. Poi entrano in gioco anche gli stipendi, che sono bassissimi. La retribuzione media annua in Italia di un giovane under35 è 10mila euro, solo il 7% riesce a raggiungere quasi 20mila euro. Abbiamo chiesto al Governo di riaprire un tavolo di lavoro sulla pensione di garanzia per i giovani.

Cos’è la pensione di garanzia?

Un modo per coprire con contributi figurativi (contributi accreditati senza onere a carico del lavoratore, ndr) quei periodi in cui i giovani hanno scarsissime retribuzioni o non hanno alcuna occupazione. Un sostegno oggi per l’assegno pensionistico di domani.

Messa in questi termini, il futuro non sembra dei migliori. Quali prospettive?

Potrebbero essere migliori. Dobbiamo contrastare la rassegnazione, il percorso è complesso ma attraverso uno sforzo collettivo possiamo sollecitare le istituzioni per mettere in campo azioni che incidano concretamente sulla vita dei ragazzi. Il nostro compito è questo: stimolare il dibattito e riaccendere l’attenzione sulle nuove generazioni mettendo in campo politiche pubbliche che possano supportarle e inserirle nel sistema sociale ed economico.

La fotografia del rapporto Cng-Eures non lascia spazio all’immaginazione, eppure tra le misure inserite dal Governo nel piano di ripartenza del Paese, la più pubblicizzata per la next generation punta a sostenere gli under35 nell’acquisto alla prima casa, non a stimolare il mercato del lavoro…

Non è una misura sbagliata, tutt’altro. Le preoccupazioni tuttavia sono due: la mancanza di opportunità lavorative da un lato, e  la necessità di pensare a forme di sostegno legate alla mobilità di questa generazione dall’altro. Il 53% dei ragazzi che abbiamo intervistato non ha mai pensato di fare richiesta per un mutuo perché sa di non avere le risorse economiche per affrontare quella spesa. Il sostegno all’affitto, invece, andrebbe incontro alle esigenze odierne dei ragazzi. Non è una misura temporanea, si sposa anzi molto bene con le loro intenzioni: quanti di noi si sono spostati per studiare o lavorare?

Dal futuro incerto al presente in cui i fatti certificano tendenze non sempre positive: Aurora Leone, 22enne del gruppo comico The Jackal, è stata esclusa dal tavolo della Nazionale Cantanti perché donna. Come lo commenta? 

Dimostra che l’Italia è un Paese maschilista e non lo scopriamo soltanto oggi. Faccio un esempio concreto che può sembrare banale: in autogrill avete mai visto un fasciatoio nel bagno degli uomini? Dimostra che c’è ancora la cultura della donna unica deputata a svolgere determinati compiti. Faccio un altro esempio che mi riguarda in prima persona. Quando sono stata eletta, la prima domanda che mi fu posta: come mai una donna? Pura retorica se non fosse collocata nel contesto in cui viviamo…

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Autore: Piero Bonito Oliva
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