Dall’Italia all’Opera di Marsiglia, Clelia Cafiero: “Ragazzi, ecco perché amare la musica classica”

La ragazza, classe 1986, è stata nominata Assistente Direttore d'Orchestra
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ROMA – Talento, studio, pazienza e perseveranza. Sono queste le quattro parole perfette per descrivere Clelia Cafiero, pianista a La Scala di Milano e ora Assistente Direttore d’Orchestra all’Opera di Marsiglia. Ruolo di punta che – proprio nell’anno della pandemia di Covid – l’ha portata fuori dai confini nostrani per realizzare uno dei suoi sogni di sempre.

Classe 1986 di Castellammare di Stabia (in Campania), Clelia è tra le più giovani a guidare un’orchestra.

Il traguardo non è ancora arrivato– ci dice, però, la ragazza in un’intervista a distanza- il percorso è cominciato. Penso che il traguardo arriverà molto più tardi ma io sarei contenta di arrivare a 60 anni dicendo che non l’ho ancora raggiunto perché nel momento in cui arrivi e come se cambiasse qualcosa, come se cercassi meno”.

Le donne nella musica

Ha i piedi per terra Clelia che spicca sicuramente in un mondo in cui – negli anni – sono stati gli uomini a prevalere. C’è sessismo in un lavoro come quello che fa lei:

“No, non lo chiamerei così ma abitudine. C’è un po’ di pregiudizio perché non si è abituati a vedere valorizzato il valore di una donna che dirige”.

La classica non fa per i giovani?

La musica non ha genere e – chiacchierando con Clelia – si intuisce che è anche senza età. Un altro pregiudizio? Che la classica sia sono per “persone con i capelli bianchi”.

C’è, forse, una poca conoscenza della materia ma per Clelia il cambiamento è alle porte. In prima persona, con i suoi musicisti, ha portato l’orchestra nei quartieri più difficili di Marsiglia:

“Siamo andati a parlare ai bambini e ai ragazzi per creare delle possibilità perché possano studiare la musica”.

Perché avvicinarsi alla classica è semplice: non è un genere da rinchiudere nei teatri e anzi la speranza è che questi luoghi possano essere aperti a tutti, con la possibilità di avere varie fasce di prezzo per i biglietti.

In Francia, in pandemia, lo streaming ha aiutato e ha portato la musica a molte più persone di quelle che normalmente frequentano gli spettacoli.

E per chi vorrebbe seguire le orme di Clelia? Il consiglio è quello di studiare sempre e avere tanta pazienza: “Una porta chiusa non è la fine”.

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Autore: Giusy Mercadante
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