Dalla sessualità fluida a quella non binaria: facciamo chiarezza

Dopo le dichiarazioni di Demi Lovato sono in molti ad interrogarsi sull'argomento

ROMA – Negli ultimi tempi, termini come ‘gender fluid’ e ‘non-binary’ sono entrati a far parte del nostro linguaggio quotidiano. A parlarne sono state principalmente le star che, spesso attraverso i social, hanno raccontato ai propri follower i loro percorsi e spiegato le loro scelte. Ultim* in ordine di tempo è stat* Demi Lovato, che a seguito del coming out in cui si è dichiarat* pansessuale, ha deciso di definirsi di genere non binario identificandosi con i pronomi they/them.

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Lovato è solo l’ultima di una lunga serie di celebrities che hanno scelto di non identificarsi solo nel genere maschile o femminile. Prima ancora lo hanno fatto anche Sam Smith, Cara Delevingne, Kristen Stewart e Jaden Smith (solo per citarne alcuni). Ad emergere con forza negli ultimi tempi, è il concetto per cui l’identità sessuale non può ridursi al binarismo maschio-femmina ma comprende aspetti più ampi. E’ bene dunque fare chiarezza attraverso la nostra èquipe degli esperti:

Cos’è l’identità di genere non binaria 

La definizione di “identità di genere non binaria” è emersa negli anni ’90, all’interno del movimento di rivendicazione dei diritti delle persone LGBT, con lo scopo di riconoscere le identità di genere che non si rispecchiano nel maschile o nel femminile. L’identità di genere non binaria si riferisce ad aspetti identitari che vanno oltre l’espressione di genere, che riguardano un sentimento intimo e profondo rispetto al proprio essere, al di là del binarismo di genere. Rappresenta, quindi, un termine ombrello per descrivere tutte le identità di genere che non rientrano nel binarismo maschio/femmina.

Cosa s’intende per sessualità fluida

Con sessualità fluida si intende la disponibilità di rispondere alle esperienze al di là del proprio orientamento sessuale (etero, omo o bisessuale che sia). Si intende quindi una disponibilità all’indefinito, un’apertura a ciò che può essere anche se non ancora avvenuto. Il termine sembra rimandare al concetto di “società liquida” di Zygmunt Bauman, con cui il sociologo polacco intende una società dove, in assenza di qualunque riferimento “solido”, le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure condivise e stabili.

La cosiddetta “sexual fluidity”, o fluidità sessuale, è un concetto coniato invece da Lisa Diamond, psicologa e docente presso l’università dello Utah (USA). Questo nuovo tipo di orientamento sembra interessare prevalentemente la sessualità femminile, maggiormente plastica rispetto a quella maschile a causa di fattori sociali, culturali ed economici, che comportano una adattabilità sessuale specifica nelle donne.

Quando non definirsi può diventare un boomerang 

Nell’arco della vita molte persone, soprattutto durante l’adolescenza, possono essere spinte a provare nuove esperienze in tutti i versi dell’orientamento sessuale, seguendo il proprio piacere innato, prima di definire meglio se stessi. Tuttavia, come tutte le sperimentazioni, anche questo tipo di fluidità sessuale può diventare un boomerang. Al di là del rischio di un certo tipo di promiscuità e ricerca estrema del piacere a tutti i costi, il lasciarsi vivere e lasciare che le cose accadano, anche in ambito psicosessuale, rischia di sconfinare nelle paludi della passività e dell’apatia, fino ad arrivare anche ad esperienze che la persona può vivere come traumatiche. Quando non definirsi è un modo per proteggersi dalla responsabilità di una scelta, in questo caso diventa un meccanismo che limita lo sviluppo dell’identità, piuttosto che amplificarlo.

PER APPROFONDIRE. Sessualità non binaria: quando “non definirsi” diventa una scelta

2021-06-15T09:42:55+02:00

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