“Un set da incubo”. La Drag Queen presente nel video di ‘Mille’ scrive a Fedez

Paola Penelope ha pubblicato su Facebook una lunga lettera in cui denuncia il trattamento ricevuto

Il singolo si è già affermato come uno dei tormentoni di questa estate e tutti ne conoscono il ritornello, interpretato da una splendida Orietta Berti ma sul set del video di ‘Mille’, a quanto pare, non è stato tutto rose e fiori. A denunciare un trattamento poco corretto nei suoi riguardi e quelli della collega è stata la Drag Queen Paola Penelope, che ha definito le registrazioni della clip “due giorni di lavoro da incubo”.

Le parole di Paola Penelope su Facebook

Invitate come comparse insieme a Eva Paradise sul set di ‘Mille’, Paola Penelope, ha raccontato di essere stata messa ‘da parte’ e non al centro di alcune scene così come concordato. Per questo, ha deciso di denunciare la vicenda attraverso una lettera aperta sui social e indirizzata a Fedez in cui consiglia il rapper di scegliere meglio i suoi collaboratori in futuro.

Caro Fedez ,come sai sono stata ingaggiata per girare il tuo video clip “Mille”.

Credo tu debba sapere cosa è accaduto durante la tua assenza, così da decidere con chi lavorare in futuro. Ho provato a scriverti attraverso i tuoi canali social ma, ovviamente, con tutti i messaggi che ricevi ogni giorno credo sia molto difficile leggere e gestire tutto.Quando ho ricevuto la chiamata ero felicissima che un cantante famoso, e che ultimamente si è molto speso per la comunità LGBT, avesse pensato ad utilizzare la figura delle Drag Queen in un grande progetto, non solo per dare colore ma anche per l’aspetto sociale che rappresentiamo e che spesso viene dimenticato.

Devo dirlo fuori dai denti: sono stati due giorni di lavoro da incubo!

Nella lettera Paola Penelope racconta anche che l’aiuto regista ha definito lei e la sua collega trans:

“Intendiamoci, essere chiamata “trans” non è un’offesa, anzi, ma lì ho avuto la certezza che la regia non avesse la consapevolezza della figura della Drag Queen e che la nostra presenza non avesse alcun senso”, ha scritto la Drag Queen.

In chiusura Paola ha poi spiegato che:

“Questa è la triste storia della mia esperienza nel tuo video, caro Fedez. E la racconto a te e a tutti quelli che la leggeranno solo per ricordare che per difendere i diritti di un’enorme comunità, come quella LGBT, non basta esporsi pubblicamente in tv, bisogna farlo ogni giorno, anche nel quotidiano, anche scegliendo uno staff che ci rappresenti. Le battaglie che noi dobbiamo affrontare quotidianamente per l’accettazione e la normalizzazione del pensiero comune altrui, sono molte, e partono dai piccoli gesti. Come quello di rispettare ogni lavoratore e dare valore ad un figura come la nostra che ancora oggi è oggetto di scherno e mortificazione”.

2021-06-16T16:38:17+02:00