Mio figlio di 15 anni passa tutti i pomeriggi a giocare con la play station…

Cari Esperti,
mio figlio di 15 anni passa tutti i pomeriggi a giocare con la play station. Non studia più e non vuole neanche praticare più lo sport. Sono disperata perché non mi ascolta, ho provato a parlare con il padre ma lui è completamente assente e quindi non fa niente per cercare di aiutarmi ad affrontare questa situazione. Cosa mi consigliate di fare? Dovrei portarlo da uno psicologo?

Anonima


Cara Anonima,
possiamo comprendere quanto possa esser difficile a volte trovare la chiave giusta per dialogare con i figli e aiutarli. Se pensiamo all’adolescenza come momento sostanziale di crescita emotiva, come terreno di scontro con i propri riferimenti, tentativo di distacco dal proprio nido, possiamo spiegarci il perché di molti comportamenti percepiti dal mondo adulto come disfunzionali, ed a volte possono essere indice di un disagio o malessere altre volte la risposta ad un passaggio evolutivo. Se collochiamo poi l’adolescenza nel periodo storico che abbiamo attraversato caratterizzato dalla convivenza con la pandemia, possiamo dare una cornice di significato plausibile a dei comportamenti apparentemente incomprensibili. Ogni ragazzo ha una storia, una sensibilità ed un vissuto differente e a volte le circostanze di vita possono spingere alla chiusura, quando l’insofferenza diventa incomunicabile. Dalle sue parole ci sembra di capire che suo figlio abbia avuto una significativa perdita di interesse verso lo studio e lo sport e che si sia rifugiato in un mondo virtuale. Non conosciamo la sua storia e forse lei come mamma può comprendere quali possono essere i motivi che hanno inciso nel produrre questo cambiamento. Sarebbe importante comprendere se quello che sta vivendo, è indice di possibile malessere, noia o scontentezza. Capita molto spesso che a quella età i ragazzi si chiudano e in una dimensione di solitudine, prediligendo la sola condivisione con i coetanei di alcune attività virtuali, tra cui la passione per la Play, i video giochi o i social. Il rischio però è che si possano perdere di vista gli scambi veri, le occasioni di socializzazione e di crescita attraverso le esperienze che si possono fare dal vivo.
Provare a leggere con delicatezza le emozioni di suo figlio, cercando occasioni neutre e non giudicanti di scambio potrebbe essere una strada per cercare un punto di apertura con lui. 
La possibilità di un percorso psicologico potrebbe essere utile per leggere con gli occhi di un professionista il contesto; è necessario comprendere se questa apatia sia legata a dei fattori o eventi esterni, se è collegata a dinamiche familiari, se è temporanea o si è cronicizzata e se è indice di un possibile malessere che coinvolge solo il ragazzo o l’intero sistema familiare. Solo una lettura attenta e complessa del contesto e di ciò che sta vivendo suo figlio può aiutarvi a trovare le soluzioni più adatte per produrre dei cambiamenti. 
Se vuole può tornare ad aggiornarci.
Un caro saluto!

2021-07-31T10:25:25+02:00