Che bello essere studente di una scuola europea! “Gli ultimi due anni addio alle materie che odi”

Viaggio di Diregiovani in un istituto di Bruxelles tra strutture su misura dei ragazzi e partite di calcio nell'intervallo tra una lezione e l'altra

Di Cesare Serpieri

Cari studenti, vi siete mai chiesti come sarebbe assistere a una giornata di scuola dei vostri colleghi oltre i confini nazionali? Immaginando che la vostra risposta sia affermativa, Diregiovani ha scelto di portarvi a Bruxelles, in Belgio, e descrivervi passo dopo passo cosa significa essere iscritti a una scuola europea. 

La grande maggioranza dei ragazzi italiani, vivendo nel loro paese, studia integralmente in lingua madre e riceve una – più o meno buona a seconda dei casi – infarinatura di una seconda lingua, perlopiù l’inglese. Totalmente anomala ed unica è invece la situazione per gli studenti italiani che, sia per il lavoro dei genitori sia per altri motivi, si trovano a studiare in una scuola europea.

LA SCUOLA EUROPEA 

A metà quasi tra una scuola pubblica ed una privata, la scuola europea nacque originariamente per dare un’educazione in lingua madre ai figli dei funzionari delle istituzioni europee provenienti dai vari paesi membri dell’Unione, e raggruppa insieme materne, elementari, medie e liceo.

A Bruxelles, considerata capitale d’Europa, queste scuole sono quattro e contengono insieme praticamente tutte le nazionalità dell’UE, inclusi noi italiani. Una giornata scolastica alla scuola europea di Uccle inizia per la maggior parte degli studenti a bordo di uno dei 54 autobus forniti dall’istituto, che da ogni parte della città portano i ragazzi a scuola.

4MILA ALUNNI PER ISTITUTO, MOLTO PIU’ DEI LICEI ITALIANI 

A questo punto, dopo aver attraversato il lungo viale di “ingresso” – che funge anche da strada agli autobus che il pomeriggio possono anche entrare a scuola, mentre la mattina devono lasciare i ragazzi all’esterno – gli studenti di medie e liceo si indirizzano verso la propria aula per cominciare il primo corso. Come intuibile, sono già quindi le dimensioni della scuola che la distinguono da un normale liceo italiano, dovute alla necessità di dare posto in totale a quasi quattromila alunni.

LEZIONI DA 45 MINUTI 

Tale problema non è ovviamente riscontrabile in un qualsiasi istituto d’Italia, dato che le elementari sono quasi sempre separate dalle medie come queste ultime sono staccate dal liceo. Dopo un “periodo” di 45 minuti di lezione, in contrasto anche questo con l’”ora” italiana, suona la prima campanella di fine periodo che segna l’inizio dei cinque minuti di pausa utili allo studente per cambiare aula, o persino edificio a seconda delle materie, e raggiungere il corso successivo. A Uccle, come nel resto delle scuole europee, non è concepito fare matematica accanto all’aula di inglese. Ogni ambito del sapere ha infatti un proprio specifico edificio. 

UNA PARTITELLA DI CALCIO NELL’INTERVALLO

Finiti i primi tre periodi c’è tempo per una pausa di un quarto d’ora in cui è possibile fare due chiacchiere o tirare un paio di calci al pallone su uno dei tre campetti; quello che manca non è di certo lo spazio! Si prosegue quindi con altre due ore di lezione, quasi sicuramente con persone diverse da quelle con cui hai seguito il corso precedente.

Sempre di più andando avanti negli anni, diversamente dal liceo italiano in cui si seguono tutte le lezioni con la stessa classe, alla scuola europea è previsto il continuo mescolarsi degli alunni nei corsi, anche tra “sezioni” linguistiche diverse. Arrivati al penultimo anno di liceo, l’unica lezione che vede la classe tutta unita è il corso di lingua 1, per noi l’italiano. 

4 ANNI DI LICEO, DAL BIENNIO PUOI ABBANDONARE LE MATERIE CHE ODI 

Fin dalla prima media, e poi a crescere negli anni successivi, lo studente ha la possibilità di scegliere in parte i propri corsi. Per il biennio finale del liceo, che tra l’altro è composto da quattro anni e non dai cinque tipicamente italiani, non sei obbligato a proseguire nello studio delle materie per cui nutri un odio smisurato, potendo invece scegliere quelle che più ti si addicono.

LE DIFFERENZE CON GLI ISTITUTI ITALIANI 

Sotto questo punto di vista la scuola europea diverge enormemente dal sistema pubblico italiano, nel quale si continua lo studio delle stesse materie per tutti gli anni del liceo.
Ma ciò che caratterizza maggiormente la scuola europea da qualsiasi altra scuola è logicamente la grande diversità linguistica e culturale. Nel cortile di EEB1- acronimo per “Scuola europea Bruxelles 1” – è quasi impossibile evitare un dialogo in una lingua straniera, aspetto che ne favorisce enormemente l’apprendimento.

Ciò si deve anche all’abbondante numero di ore dedicate allo studio delle lingue, ore tuttavia sottratte prevalentemente a materie umanistiche come il greco ed il latino, che praticamente non si studiano.

Le ultime due fasi della giornata scolastica a Uccle, che terminano alle 15:50, sono preceduti da una pausa pranzo che, in tempi normali, ha luogo nella mensa scolastica. E finalmente, dopo una giornata sui banchi, gli studenti si accingono a lasciare i libri negli appositi armadietti (sì, proprio come nei college americani) e a raggiungere gli autobus per tornare a casa

2021-07-16T13:02:01+02:00

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