Poster (dal futuro) invadono Bologna: è la public art di CHEAP

Manifesti per le strade provenienti da tutto il mondo e dedicati al 'POST,' nella sua accezione latina, per misurarsi con ciò che verrà

Cliccare alla voce CHEAP FESTIVAL per ‘scontrarsi’ e ‘innamorarsi’ di provocazione, ironia e anticonvenzionalità su ‘poster’. Per chi frequenta le strade bolognesi ma anche le vie di un certo web, CHEAP non ha bisogno di presentazioni; per tutti gli altri diremo che è un progetto indipendente che promuove la Street Art come strumento di rigenerazione urbana e indagine del territorio. Nato 9 anni fa a Bologna per volontà di 6 donne, CHEAP oggi è un collettivo con  uno sguardo non obiettivo, alla ricerca di un equilibrio tra pratica curatoriale e attivismo.

CHEAP POST 2021

CHEAP POST | ph Margherita Caprilli

Sono centinaia i manifesti affissi per le strade della città e provenienti da ogni parte del mondo: poster di artistə che hanno risposto all’annuale call for artist di CHEAP.

600 candidature di manifesti da 43 diversi paesi per il 2021, di cui 180 selezionati e affissi di notte da uno squad di donne, incastonati nelle pieghe del panorama urbano di Bologna.

POST, nella sua accezione latina, è il tema della call per questa edizione numero IX: per  “partire da questa idea di superamento, dalla suggestione che nulla (fortunatamente) duri per sempre, dall’eccezionalità dello scenario pandemico, la proposta di CHEAP è stato quella di misurarsi con ciò che verrà, con delle idee di futuro rappresentate visivamente”.

CHEAP FESTIVAL 2021

CHEAP POST | ph Michele Lapini

Tra i poster, colorati e dalle dimensioni 140×200, Her name is Revolution, scritto su un corpo di donna. Feminism is a HOME for everyone, scritto su un corpo di uomo. Un planisfero da cui sono stati cancellati i confini. Una partigiana su cui piovono petali di fiori. Forme di vita tentacolari, bolle di sapone, corpi che hanno rotto con tutti i canoni a cui riuscite a pensare. Immagini che intrecciano corpi, sguardi su un futuro più che fantastico, umanità libere dai fantasmi coloniali.

CHEAP FESTIVAL BOLOGNA 2021

CHEAP POST | ph Margherita Caprilli

Manifesti politici, pop e ironici dove, per esempio, c’è un Laocoonte stritolato dalla maschilità tossica oppure ci sono bandiere dei nuovi totalitaristi digitali in cui l’ # è assunto a svastica ma anche una versione pop di Marx nelle vesti di simpatico impalatore di quel vampiro che è il capitalismo. C’è anche la pandemia, certo ma ritornano nei poster il tema dell’ambiente, della convivenza interspecie, della relazione non solo biologica con la Terra, della sostenibilità e della responsabilità.

Bologna Cheap Festival 21

CHEAP POST | ph Margherita Caprilli 

«Le barriere che i nostri centri urbani oppongono sono fisiche e economiche, oltre che simboliche – dicono dal collettivo CHEAP – proprio su questo livello, su quello del simbolico, si posizionano i nostri interventi di arte pubblica, i progetti che sedimentiamo sul paesaggio urbano e che hanno il delicato compito di coltivare una conversazione con chi abita e attraversa la città. Una conversazione all’interno della quale abbiamo portato attraverso le pratiche dell’arte, declinata come arte pubblica di protesta e di strada , l’idea di un diritto alla città per tuttə: l’idea di una città inclusiva, intersezionale, femminista – l’idea di una città più giusta».

Cheap festival 2021

CHEAP POST | ph Michele Lapini

2021-07-16T09:15:39+02:00