VIDEO| Ultima notte a Soho, Edgar Wright: “Questo film è il tentativo di ‘curare’ la mia nostalgia”

Abbiamo incontrato il regista e la co-sceneggiatrice Krysty Wilson-Cairs in occasione della premiere a Venezia 78

Vi siete mai chiesti come sarebbe vivere nella Swinging London? A mostrarcela è Edgar Wright (Baby Driver) attraverso il suo primo thriller psicologico Ultima notte a Soho (Last night in Soho, questo il titolo originale), film presentato ‘Fuori concorso’ alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia. “In questo film ho preso ispirazione anche dai primi lavori di Dario Argento e Mario Bava“, ha raccontato il regista. Nel cast Thomasin McKenzie (purtroppo assente alla kermesse, ma ricordiamo la sua interpretazione in Jojo Rabbit), la star de La regina degli scacchi Anya Taylor-Joy, Matt Smith, Diana Rigg (scomparsa un anno fa), Rita Tunshingham e Terence Stamp.  “Lavorare con Diana Rigg è stato splendido e mi reputo fortunato, purtroppo non è più con noi. Non ci aveva parlato della sua malattia, ma voleva finire il film in fretta“, ha detto Wright.

Al centro della storia c’è Eloise (McKenzie). Lei ha un grande sogno: quello di diventare una stilista. Un desiderio che porta avanti dalla morte della madre, anche lei con la passione per la moda. Vive con la nonna in un piccolo paesino della Gran Bretagna. Se dalla mamma ha ereditato un’anima cool, la sua ‘grandma’ le ha trasmesso la passione per la musica degli Anni 60. “Ho sempre amato Londra, ma ho paura di quella città. Ci ho vissuto per venticinque anni ed ho una relazione conflittuale con lei: ho trascorso più tempo a Soho che sul divano di casa. Quindi la storia che raccontiamo nel film era inevitabile“, ha dichiarato Wright. Dopo essere entrata in una importante accademia di Londra, la giovane protagonista prepara i bagagli (con vestiti, foto e l’immancabile giradischi) per trasferirsi nella grande città. Ossessionata dagli Anni 60, Eloise durante la notte si lega nel sogno ad una giovane cantante Sandy ed è proprio Anya Taylor-Joy ad interpretare i brani (come Downtown di Petula Clark). “Ho sempre cantato sotto la doccia e mai su un palco, Edgar Wright mi ha spronato a farlo. Sandy è la rappresentazione di tutta la musica che ascoltavo. È fantastico recitare con la musica capace di farti visualizzare il film“, ha raccontato l’attrice. Nel viaggio nel tempo di Eloise c’è anche Jack (Matt Smith) che si lega a Sandy: un momento la porta sulla Luna e l’attimo dopo all’inferno. E così la protagonista del presente scopre che il passato che ha così tanto romanticizzato non è fatto solo di moda (che usa come fonte di ispirazione per creare abiti in accademia) e locali con bella musica. Ma si trasforma in un incubo ad altissima tensione tra luci a neon, abiti stupendi, musiche che riescono a far visualizzare allo spettatore le emozioni del film. Non possiamo svelare troppi dettagli per non cadere nello spoiler ma Ultima notte a Soho è uno dei film più belli di questa edizione della Mostra del Cinema. E si è già aggiudicato un premio. Lo scenografo Marcus Rowland, autore delle scenografie del film, è il vincitore del riconoscimento Campari Passion for Film 2021.

Dietro questo film di genere si nascondono delle tematiche che meritano di essere discusse sempre, come la violenza sulla donne. “Io penso che le donne, al giorno d’oggi, si prendono quello che vogliono come tutti. Però se il mondo non è al passo noi dobbiamo iniziare a trascinarlo“, ha detto la co-sceneggiatrice Krysty Wilson-Cairs (1917 di Sam Mendes) durante l’intervista. E poi c’è l’ammonimento della nostalgia. “Le persone tendono a romanticizzare il passato e più ti allontani da esso e più la conoscenza dei tempi passati si basa solo sulle grandi cose che sono accadute. E quindi il punto centrale del film è un ammonimento per i viaggiatori del tempo. Molte persone preferiscono pensare al passato perché ‘quelli erano i bei vecchi tempi’, ma ovviamente non è vero. Questa storia parla di qualcosa che è cambiato e quello che non è cambiato riguarda questo tempo e quello passato“, ci ha raccontato il regista.

Durante l’intervista abbiamo scoperto che sia Edgar Wright e sia Krysty Wilson-Cairs sono degli inguaribili nostalgici. “Penso di essere afflitto dalla nostalgia. Questo film è il tentativo di curare le mie fantasie di viaggio nel tempo. Ho sempre queste fantasie sul tornare indietro e sull’essere impotente a fare qualsiasi cosa. Però sto cercando di ‘aggiustare’ questo lato di me“, ci ha confessato Wright. “Vale lo stesso per me. Sono un nostalgica senza speranza. Quando vivo in una casa penso ‘chissà chi ci ha abitato prima di me’ oppure quando cammino per strada penso a chi ci è passato prima di me. E fare film ha solo peggiorato questo mio lato. In ogni caso, mi piacerebbe tornare ancora di più indietro nel tempo“, ha aggiunto Wilson-Cairs.

Ultima notte a Soho arriverà prossimamente #SoloAlCinema con Universal Pictures.

ULTIMA NOTTE A SOHO, L’INTERVISTA A EDGAR WRIGHT (REGISTA) E KRYSTY WILSON-CAIRS (CO-SCENEGGIATRICE)

ULTIMA NOTTE A SOHO, IL TRAILER

 

2021-09-06T09:15:47+02:00