Perché il burqa è un simbolo talebano

La religione islamica non prescrive l'obbligo di indossare l'abito integrale. Il velo, se indossato per libera scelta, è invece un atto di fede

In pochissimo tempo i talebani a Kabul e in Afghanistan stanno cercando di ‘ripristinare’ le cosiddette norme tradizionali della loro personale interpretazione della legge islamica. Tra le prime mosse del governo guidato dal gruppo integralista c’è stata l’imposizione del burqa, l’abito, solitamente di colore nero o blu, che copre sia la testa sia il corpo non lasciando scoperti neanche gli occhi.

Burqua afghano

Donne che indossano il burqa

La religione islamica non prescrive l’obbligo di indossare il burqua

“Il burqa è un simbolo talebano e non è una prescrizione islamica. È una cosa diversa dal velo che, se indossato per scelta libera, è un atto di fede”, spiega chiaramente all’Agenzia Dire Yassine Lafram, il presidente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii). “Non è accettabile nessuna forzatura nei confronti delle donne – continua Lafram – Chi impone certe pratiche patriarcali privando le donne dei loro basilari diritti ne dovrà rispondere davanti a Dio”.  Secondo il responsabile, le comunità musulmane nel resto del mondo “stanno dalla parte del popolo afghano, che soffre da ormai tanti anni, sostenendo il suo diritto all’autodeterminazione e a poter godere di una vita dignitosa. La speranza – spiega Lafram – è che la situazione in Afghanistan si stabilizzi il prima possibile e che tutto il popolo afghano si possa unire per il bene della propria patria, arrivando ad uno stato moderno che rispetti i diritti e le libertà legittime di ogni individuo”

L’appello del presidente delle Comunità islamiche in Italia Yassine Lafram

Il presidente delle Comunità islamiche in Italia conclude quindi lanciando un appello: “Chiediamo alle nostre istituzioni di continuare lo sforzo nell’aiutare queste persone, perché non possiamo tradire i nostri valori costituzionali di solidarietà e assistenza verso i più deboli. I profughi che arrivano, uomini e donne, vanno aiutati e non giudicati. Sono nostri fratelli e sorelle nell’umanità e nella fede, persone alla ricerca di una vita migliore”.

2021-09-21T14:34:18+02:00