“È ufficiale, andrò all’inferno”, Angelo Duro denunciato…da un prete

Si tratta del parroco della chiesa visitata dal comico palermitano come tappa del suo tour alternativo. Una serie di date in luoghi particolari per sensibilizzare sul tema capienze nei teatri

28 Settembre 2021

Le proteste pacifiche di Angelo Duro si concludono con una nota negativa. Il comico palermitano è stato denunciato dal prete della chiesa tappa dell’alternativo tour che lo ha visto esibirsi in bus, supermercati e ristoranti per sensibilizzare sulla questione della capienza nei teatri e nelle sale da concerto.

A raccontare la vicenda è la stessa ex Iena con un post pubblicato su Instagram che lo immortala con la notifica di denuncia in bella vista. “Il parroco, a cui circa un mese fa ho provato a sottrarre la platea nella sua parrocchia, e al quale ho spiegato le ragioni della mia protesta, mi ha denunciato. Sì. Assurdo. Ora non solo me la dovrò vedere con Dio, pure con il giudice. Vi rendete conto?”, scrive l’artista che non perde tempo per ironizzare: “È ufficiale, andrò all’inferno”. 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Angelo Duro (@angeloduro)

Lo show organizzato da Duro era tutto tranne che un’invasione contro la chiesa, e lo ribadisce lui stesso:

“Ovviamente, anche un bambino lo capisce, non era mia intenzione offendere il prete o attaccare la chiesa. Vi ringrazio per la stima ma non sono ancora così forte. Forse tra qualche anno. Ma adesso no. Le mie incursioni, come avete visto, sono state solo un modo per evidenziare disuguaglianze, sì insomma, le cazzate, fatte da chi sta gestendo l’emergenza sanitaria. Scelte che hanno penalizzato molti settori, tipo, in questo caso, il mio, appunto. E lasciato a casa, senza lavoro, migliaia di persone, senza dirgli neppure che fine avrebbe fatto la loro professione”. 

La domanda che ha fatto nascere il tour

E aggiunge: “La domanda che pongo è sempre la stessa: perché sui mezzi pubblici, a scuola, al supermercato, nei comizi e in tanti altri posti, si può accedere senza green pass e senza restrizioni, e nei teatri invece non è possibile? Ah? C’è qualcuno che me lo dice? Perché io, che sono ignorante, non ci capisco nulla”. 

La richiesta al prete

Con settore ormai allo stremo, il 39enne resta alla ricerca di risposte: “Se ci fosse qualche intellettuale a delucidarmi, con un linguaggio povero e infantile, forse lo capirei. Ma non c’è. Anche al Ministero degli Interni, dove giorni fa sono stato invitato, non sono riuscito ad avere una risposta chiara”.

E, nel frattempo, si lancia in una richiesta al prete:

“Quindi, in attesa che qualcuno mi delucidi sulla questione, mi auguro che il parroco, che è un uomo di chiesa, perciò, sicuramente, una persona comprensiva e disponibile ad aiutare e ad ascoltare gli altri, ritiri la denuncia a mio carico, che tra l’altro è pure una denuncia penale, e accolga il mio invito ad incontrarci nuovamente di persona, per chiarirci e magari avere la possibilità di ricevere anche il suo supporto”.

Chiede un confronto, insomma, Angelo Duro e conclude:

“Ho commesso un peccato per dar voce e sostenere il mio settore, settore con migliaia di posti di lavoro in pericolo da due anni. Vorrei essere punito con ventidue padre nostro, sedici atto di dolori, venticinque Ave Maria, mettici pure sei Salve Regina, ma non merito una denuncia penale. La pena l’ho già subita con due anni di stare a casa a non fare nulla e a sopportare i miei familiari. Più pena di questa. Un saluto”.

2021-09-28T17:25:18+02:00