Essere (o non essere) single

Sebbene i modelli sociali e culturali più condivisi nel mondo occidentale prevedano la costruzione di una famiglia e la crescita dei figli come obiettivo del processo di crescita individuale, sempre più persone si trovano a vivere una vita da single, quella che in inglese viene definita singlehood (tradotto in italiano con il neologismo singletudine). Essere […]

Sebbene i modelli sociali e culturali più condivisi nel mondo occidentale prevedano la costruzione di una famiglia e la crescita dei figli come obiettivo del processo di crescita individuale, sempre più persone si trovano a vivere una vita da single, quella che in inglese viene definita singlehood (tradotto in italiano con il neologismo singletudine). Essere single viene sempre più visto come uno stile di vita diverso, piuttosto che come una situazione sfortunata e triste. Sebbene in molti ritengano di sentirsi completi solo quando trovano l’altra metà, vi sono persone che per scelta decidono di non avere un partner. In effetti sia in Italia che nel mondo, il numero delle persone single, come quello delle persone divorziate, è aumentato molto negli ultimi anni.

Tuttavia, occorre distinguere tra chi è single per scelta e chi lo è per sorte. Essere single risulta semplice e congeniale per chi ha deciso di non incastrarsi in una relazione e dedicarsi solo a se stesso. Al contrario, le persone single per caso e non per scelta, di solito sperimentano un grande malessere e sentimenti di frustrazione e impotenza che possono condurle a una ricerca disperata di un’altra persona oppure a isolarsi del tutto. Soprattutto quando ci si avvicina ai trent’anni può sorgere qualcosa che inizia a farci paura. Nasce così in molte persone la necessità di trovare un partner se non ce l’hanno già. Il risultato di tale meccanismo può essere che, per quanto cerchino e continuino a cercare, non riescono a trovare la persona con cui condividere e percorrere il loro cammino.

Tuttavia, come alcune ricerche dimostrano , restare single comporta una serie di vantaggi:

  • Ascoltare se stessi: che si possa essere single per scelta o per caso, passare molto tempo da soli aiuta a connettersi con i propri stati interni. Le persone che non hanno una relazione imparano a stare bene da soli, a costruirsi il proprio spazio interno e a fare affidamento soprattutto su se stessi per stare bene e sentirsi soddisfatti della propria vita e delle proprie scelte.
  • Avere relazioni sociali e familiari più affiatate: i single riescono, più di chi è in coppia, a godersi la compagnia di amici e parenti. Spesso il tempo passato col partner sostituisce infatti quello che si trascorreva con altre persone, mentre i single possono dedicare più tempo alle persone della loro vita.
  • Coltivare le proprie passioni: le persone che non hanno una relazione hanno più tempo da dedicare alle proprie passioni, senza vivere il peso di sottrarlo ad altro (figli, compagno, ecc). Si possono coltivare le proprie inclinazioni, anche le più strane o bizzarre, ma anche dedicare del tempo a se stessi e a ciò che provoca piacere. Molti single decidono ad esempio di viaggiare da soli, esperienza che arricchisce profondamente chi la fa.
  • Mantenersi in forma: alcune ricerche dimostrano che i single mangiano meglio, evitando tutta una serie di cene a lume di candela con il partner, e a dedicarsi con più frequenza allo sport, mantenendo una forma fisica che chi è in coppia spesso non ha. Complice anche il fatto che quando si è da soli ci si dedica di più all’estetica e all’aspetto fisico, aspetto che purtroppo si perde di vista quando si ha un partner di lunga data.
  • Avere meno responsabilità: chi è single e quindi non ha una relazione o una famiglia, vive con meno responsabilità, può ritagliarsi i suoi spazi e i suoi tempi come meglio crede e non deve farsi carico di pensieri e responsabilità che la famiglia comporta. Inoltre da soli si evitano tutte quelle preoccupazioni che hanno a che fare con la relazioni, le incomprensioni, i litigi o le limitazioni che la vita di coppia comporta.

Affinché però la singletudine sia una condizione positiva e favorevole per l’introspezione e la crescita individuale, è importante che la persona che la sperimenta abbia raggiunto un buon punto di maturità ed equilibrio personale, che sia in grado di volersi bene ed accettarsi, che sappia porsi degli obiettivi autonomi nella vita e che non deleghi la ricerca della felicità a ciò che sta fuori, bensì ad uno stato interiore di pace ed armonia con se stessi. È anche probabile che chi raggiunge questo stato di benessere e amor proprio riesca poi con relativa facilità a trovare l’amore anche al di fuori, un amore sano basato sull’affetto più che sul bisogno dell’altro.

Lo sapevi che:

  • Esiste una vera  e propria patologia che colpisce coloro i quali ricercano incessantemente una relazione per paura di restare soli, la cosiddetta anuptafobia, cioè la paura di restare single.
  • Sebbene esiste lo stereotipo per cui le donne, soprattutto dopo una certa età, siano il genere che più di altri aspira ad essere in coppia e a costruirsi una famiglia, da un recente sondaggio  fra giovani ragazzi americani emerge che se c’è un gruppo che se la cava meglio da single, è proprio quello delle donne, decise a dedicarsi prima di tutto alla carriera, agli amici e a se stesse.
  • Alcuni segni zodiacali sembrano essere maggiormente inclini a restare single, si tratta dei segni di fuoco (Ariete, Leone e Sagittario), per cui stare da soli significa preservare la gioia interiore, energia di cui si ha bisogno per mantenere vivo il fuoco del proprio cuore.

Dubbi e domande…

Anonima,
Ho fatto diverse esperienze per iscritto e sono bloccata…
Anna, 18 anni
Ultimamente mi sento come se avessi bisogno di piú libertà…


Single ma non troppo“, ecco il trailer ufficiale…

 

 

2021-11-11T10:32:30+01:00