Martina Sammarco: “Nadia è la mia vittoria, finalmente mi vedo rappresentata sullo schermo – VIDEO

Abbiamo incontrato l'interprete di Nadia Federici, in occasione della presentazione di 'Monterossi'. Dal 17 gennaio su Amazon Prime Video

Sorriso contagioso, portatrice sana di luce, una chioma di morbidi e indomabili ricci e talento (questo prima di tutto). Analogica nella vita e genio della tecnologia sullo schermo. Amante del fantasy, con ‘i piedi per terra’ ma con la testa e gli occhi sognanti. Lei è Martina Sammarco e finalmente, segno che qualcosa sta cambiando (in meglio), debutta con il primo ruolo da italiana, dopo essersi sempre calata nei panni di immigrata o straniera.

Dal 17 gennaio arriva su Amazon Prime Video in Monterossi. Nella serie – diretta da Roan Johnson, con il quale ha lavorato nel film State a casa, e tratta dai romanzi di Alessandro Rebecchi – interpreta Nadia Federici: assistente di Carlo Monterossi (interpretato da Fabrizio Bentivoglio), autore televisivo di un programma che professa la ‘pornografia del dolore’, ma un giorno si ritrova insieme a Nadia e all’altro assistente Oscar a condurre delle indagini tra ironia, Bob Dylan, mistero e dramma. 

Nadia ha delle doti sorprendenti: il mondo dell’informatica non ha segreti per lei. Ma questo personaggio è molto di più. Emancipata, non ha paura di mostrare le sue fragilità, impavida e sembra che per lei niente sia impossibile. E non solo. Si fa portatrice non solo di una generazione che fa fatica a trovare un posto nel mondo ma anche di una normalità che è fatta di tante sfumature, dalle origini all’orientamento sessuale. Normalizza un mondo fatto di tantissimi colori, senza dover giustificare la sua presenza lì, senza dover giustificare i messaggi di cui si fa manifesto. E questo grazie anche al supporto di una sceneggiatura che, finalmente, non si stupisce più di raccontare un personaggio della comunità LGBTQ o con la pelle nera. Giorno dopo giorno, lo schermo sta diventando un posto dove tutt* possono vedersi rappresentati. La strada è ancora lunga, ma un giorno arriveremo a non stupirci più di tutto questo. 

MONTEROSSI, LA STORIA

Una sera come tante, mentre sorseggia un bicchiere del suo whisky preferito nella sua bella casa milanese, Carlo Monterossi viene disturbato dal suono di quel videocitofono che non ne ha mai voluto sapere di funzionare. Ma alla porta, invece di un fattorino, trova un tizio col volto coperto e una pistola. Piccola. Cromata. Con un buco nero rivolto verso di lui.

Iniziano così le avventure di Monterossi, da un incontro mancato con la morte, in cui viene salvato solo dal caso (e dalla pesantezza di quel bicchiere di cristallo che ha dimenticato di poggiare sul tavolino). È questa la chiamata del destino che lo spinge a indagare. Un po’ perché ha paura e deve capire chi lo vuole uccidere; un po’ perché è arrivato a un punto della vita in cui viene la tentazione di fare dei bilanci: l’amore è solo il ricordo di una donna che se n’è andata, il lavoro di autore tv gli porta soldi e un po’ di fama, ma molte crisi di coscienza e la voglia di andarsene. Un ironico infelice di successo. Gli restano solo l’amato Bob Dylan, l’unico che riesca a dar voce alla sua nostalgia, a trovare le parole; e un desiderio imprescindibile di giustizia. Lo stesso che muove Nadia e Oscar, i suoi due giovani aiutanti presi in prestito dal mondo della tv, e quel manipolo di piedipiatti che con il Monterossi finiranno per collaborare.

Detective per caso, per rabbia e per curiosità umana, sempre in bilico tra ironica indolenza e struggimento blues, nella sua ricerca della verità Carlo Monterossi dovrà confrontarsi con una coppia di killer colti e professionali, due zingari in cerca di vendetta, collezionisti e contrabbandieri di souvenir nazifascisti, incredibili scambi di persona, una donna che sembra vissuta più volte e un passato crudele che ritorna e lascia dietro di sé indecifrabili indizi.

MONTEROSSI, IL TRAILER

2022-01-17T09:36:10+01:00