Il ministro Bianchi: “In presenza il 93,4% delle classi”

"L'accelerazione dei contagi è avvenuta quando gli studenti non erano in classe"

19 Gennaio 2022

“Alle 12 di oggi, su una copertura dell’82% delle classi, il 93,4% erano presenza. Di cui il 13,1% con attività integrata per singoli studenti a distanza. Le classi totalmente a distanza sono il 6,6%. Gli studenti in presenza sono l’88,4%. Per infanzia la percentuale di positivi o in quarantena è del 9%; per la primaria gli alunni positivi o in Dad sono il 10,9% e per la secondaria alunni in Dad o in Ddi sono il 12,5%”. Sono i dati presentati dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenuto oggi in commissione Istruzione alla Camera. Bianchi ha spiegato che non si tratta di dati sanitari ma di dati amministrativi provenienti dalle scuole. Il ministro ha anche aggiunto che l’accelerazione dei contagi si riferisce al periodo natalizio, “nel tempo in cui i ragazzi non erano a scuola”. “Avevamo previsto un raddoppio dei contagiati ma il dato reale è più basso”, ha detto Bianchi. Il ministro ha poi aggiunto che il personale non vaccinato è lo 0,9% “che indica ancora una volta l’alto grado di adesione e responsabilità dei nostri docenti”. Mentre in termini di vaccinazione “abbiamo situazioni molto differenziate a seconda dei livelli: abbiamo un livello molto alto per i ragazzi 12-19 anni (copertura tra prima dose e guariti prossimo all’85% e seconda dose al 76%). Per i ragazzi della primaria il numero è più basso, ma in crescita”.

Bianchi: “In tempo reale il numero degli allievi in presenza”

Sul monitoraggio dei contagi, Bianchi ha spiegato che il ministero utilizza il sistema Sidi, “un sistema puntuale che permette di interagire con tutte le scuole. Abbiamo un gruppo di lavoro specifico sulla raccolta dei dati. Con un Help desk che permette di avere risposte in continuo, e un gruppo di statistici e matematici che analizzano i dati. In questo modo abbiamo osservato fin dall’anno scorso l’andamento della pandemia, formulando anche ipotesi e previsioni. Sono tecniche consolidate. Abbiamo in tempo reale il numero degli allievi in presenza, il numero degli allievi non presenti e il numero di coloro che fanno Ddi. Siamo in grado di avere questi numeri in termini continuativi”, ha spiegato il ministro.

Il ministro: “Regole migliorabili ma così non vengono lasciati a casa i bambini”

“Non vi è dubbio che vi siano molteplici e variegati problemi. Non sono qui a dire che non ci sono problemi. Sono problemi differenziati scuola per scuola. Ma questo sistema di regole, sicuramente migliorabili, ha comunque permesso di riportare a noi quella soluzione di responsabilità che il governo aveva preso di fronte le Camere lo scorso anno, e ha permesso anche alle organizzazioni regionali un controllo minuto e puntuale delle situazioni. Se avessimo ceduto a una chiusura avremmo fatto rimanere a casa 6 milioni e mezzo di bambini e ragazzi. La situazione è ancora difficile, ma potremmo farcela avendo la chiarezza dei dati. Non voglio fare polemiche. Ho sentito però in questi giorni stime non numeriche. Io sono venuto qui a presentarvi i dati rilevati”.

2022-01-19T15:59:48+01:00