Phaim Bhuiyan: “Farei incontrare Bangladesh e Roma nel supplì con biryani” – VIDEO

Il regista e attore torna sullo schermo con 'Bangla - La serie' disponibile da oggi su RaiPlay e dal 27 aprile al 6 maggio su Rai3

 50% bangla, 50 % Italia e 100% Torpigna (uno dei quartieri più multietnici di Roma). Questi sono i tratti distintivi di Phaim Bhuiyan: 26 anni, nato a Roma, sceneggiatore, regista e attore. È nato e cresciuto a Torpignattara, che ispirato il suo primo film Bangla (David di Donatello come miglior esordiente nel 2018) e anche la sua prima serie omonima al suo lungometraggio d’esordio. Alla regia progetto televisivo c’è sempre Phaim ma, questa volta, insieme a Emanuele Scaringi (già alla regista de La profezia dell’Armadillo). 

Disponibili da oggi su RaiPlay e in onda dal 27 aprile al 6 maggio su Rai3, gli otto episodi si aprono dove ci aveva lasciati il film: Phaim insieme alla sua famiglia in partenza per Londra alla ricerca di un futuro migliore. Ma qualcosa va storto e così i problemi del giovane ragazzo tornano a bussare alla sua porta. Se milioni di anni fa Sparta e Troia guerreggiavano per il rapimento della bella Elena di Troia, oggi Phaim– bengalese di Torpignattara, volgarmente noto come “Torpigna” –  cerca di lottare con tutte le sue forze per la sua amata italiana Asia, che torna ad essere interpretata da Carlotta Antonelli. La ‘Sparta’ di Phaim è la tradizione familiare che non gli permette in alcun modo di fare l’amore con l’Occidente. Anzi, a dir la verità, Phaim non può proprio amoreggiare a causa della cintura di castità che la sua religione lo vuole puro fino al matrimonio. In poche parole, se tutti fanno sesso Phaim non puòLa mia religione dice che fino al matrimonio il sesso non lo vedi manco col binocolo, un po’ come la vostra, solo che noi non famo come ce pare“, come recita Phaim nel primo episodio. A fornire risposte utili e riflessioni al ragazzo torna Matteo, interpretato da un carismatico Simone Liberati: una rivisitazione dell’Oracolo di Delfi ‘made in borgata’ di poche parole ma buone. 

La serie mantiene la qualità, il ritmo e l’ironia brillante del film. E si torna anche a riflettere sul concetto di diversità e sui problemi di una generazione alla ricerca di un posto nel mondo. Pensate a questa nuova avventura di Phaim come un sequel della pellicola ma diviso in episodi durante cui il protagonista torna a porsi delle domande sull’amore, sulla sessualità e sull’incontro tra due culture, non solo con la ‘currycarbonara’ o con un supplì e con byriani, ma anche e soprattutto in relazione al concetto di libertà, di scelte, di felicità e l’eterna lotta tra la cosa giusta da fare e le scelte dettate dal cuore. 

L’INTERVISTA DI PHAIM BHUIYAN

2022-04-13T12:17:07+02:00