In un periodo, come si suol dire, di “vacche magre” come quello attuale bonus e agevolazioni sono un aiuto importante. Poterne beneficiare significa avere la possibilità di dirottare altrove soldi e sforzi, in modo da vivere una quotidianità meno carica di difficoltà. Negli ultimi anni i governi – di qualunque colorazione politica – hanno attivato più volta la leva dei bonus.
Le tante crisi degli ultimi anni – da quella finanziaria del 2008 a quella più recente della pandemia – hanno messo a dura prova le famiglie italiane, che oltretutto devono fare i conti con stipendi che crescono poco o nulla. Il recente Rapporto mondiale sui salari a cura dell’Organizzazione mondiale del lavoro assegna all’Italia la maglia nera sul fronte dei salari reali, inferiori di 8,7 punti rispetto al 2008, anno della crisi finanziaria.

Tra le agevolazioni statali alcune rappresentano opportunità da cogliere al volo. A fine febbraio il governo Meloni ha introdotto il bonus bollette (200 euro una tantum per un semestre) con un apposito decreto per le famiglie con ISEE fino a 25 mila euro. Ma non è di questo beneficio che vogliamo parlare. Oggi ci soffermiamo su un altro bonus.
Come funziona il nuovo bonus da chiedere subito
Il riferimento va al “bonus fotovoltaico 2025“. Si tratta di una misura riservata ai contribuenti che hanno intenzione di installare impianti solari e ridurre i costi energetici. Per essere più precisi, non si tratta di un unico bonus quanto di una serie di incentivi che permettono di recuperare parte dei soldi investiti per acquistare e installare pannelli solari.
Sono cinque le misure governative proposte a questo riguardo dal governo. Prima di tutto c’è il “bonus ristrutturazioni“ (o “ecobonus“) che prevede una detrazione del 50% (suddivisa in 10 rate annuali. e destinata sia ai proprietari che agli affittuari) per l’abitazione principale e del 36% per le altre proprietà, fino a un tetto massimo di 96 mila euro.

Ma non solo: c’è anche il “superbonus 65%“, pensato per condomini, edifici plurifamiliari (da 2 a 4 unità) e alcune associazioni di volontariato. La detrazione è pari al 65% per spese fino a 48 mila euro. Il requisito però è la realizzazione di interventi trainanti entro il 15 ottobre 2024. Abbiamo poi il “reddito energetico“: un contributo a fondo perduto per famiglie con ISEE fino a 15 mila euro (che sale a 30 mila euro per chi ha almeno quattro figli).
La quarta agevolazione è il “Cer” (comunità energetiche rinnovabili), un contributo del 40% destinato agli impianti in Comuni con meno di 5 mila abitanti. È prevista anche una tariffa incentivante per l’energia condivisa. Chiudiamo con il “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle Pmi“, una serie di agevolazioni per le pmi che investono in impianti fotovoltaici e mini eolici per l’autoconsumo.
