Partite IVA, se commetti questo errore in fattura l’Agenzia delle Entrate ti rovina: che multa

Le partite IVA dovranno stare attente a non fare questo errore in fase di fatturazione o rischiano multe salate da parte del fisco.

L’Agenzia delle Entrate ha ancor più automatizzato i controlli sulle fatture elettroniche. Si tratta di un nuovo modus operandi introdotto da poco che sposta l’attenzione sul linguaggio utilizzato per descrivere quanto viene acquistato. In altre parole sotto la lente dei controlli finisce il contenuto testuale della fattura.

Sarà l’intelligenza artificiale a controllare le fatture elettroniche che già adesso vengono esaminate in tempo reale. A che scopo? Intercettare in maniera tempestiva spese che non sono riconducibili all’attività di impresa. Il nuovo sistema di monitoraggio interessa in particolar modo i contribuenti che gestiscono la loro contabilità in modo semplificato, senza la costante assistenza da parte di un professionista.

Fatturazione
Partite IVA, se commetti questo errore in fattura l’Agenzia delle Entrate ti rovina: che multa – Diregiovani.it

Parliamo dunque del cosiddetto “popolo delle partite IVA”: piccoli imprenditori, artigiani, freelance, studi individuali. Si tratta di una fascia particolarmente vulnerabile, perché è facile che si verifichino errori involontari o mancanze documentali. C’è dunque un errore da non commettere in fase di fatturazione per evitare che scattino i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Partite IVA, l’errore da non commettere in fattura

Il nuovo sistema di monitoraggio confronta l’attività dichiarata dal contribuente e le informazioni inserite nella descrizione dell’acquisto. Nel momento in cui dovesse emergere una possibile incoerenza tra il bene acquistato e il codice Ateco associato all’attività economica si generebbe in automatico un alert. Diciture troppo vaghe potrebbero far scattare i controlli.

Ad esempio una dicitura generica come “servizi vari” o “collaborazioni esterne” potrebbe portare a verifiche, senza il supporto di una spiegazione esaustiva. Con l’automazione e il progressivo imporsi di una visione giurisprudenziale sempre più rigida a questo riguardo si è assottigliato lo spazio per le interpretazioni soggettive.

Lente ingrandimento descrizione fattura
Partite IVA, l’errore da non commettere in fattura – Diregiovani.it

Questo vuol dire che una spesa non pertinente con il codice Ateco dell’attività esercitata rischia di essere subito classificata come irregolare, con tutto quel che ne consegue. Pensiamo ad esempio all’acquisto di beni di lusso da parte di un’impresa che si occupa di edilizia. Le fatture perciò dovranno essere redatte con maggior precisione terminologica.

In caso di anomalie potrebbero scattare sanzioni come l’esclusione dell’IVA in detrazione e del costo ai fini della deducibilità, sanzioni amministrative fino al 180% dell’imposta non versata, accertamenti più invasivi come controlli bancari, ispezioni induttive, redditometri. Occorrerà perciò essere più precisi evitando il ricorso a termini generici.

Andrà spiegato chiaramente quale sarà l’utilizzo del bene o del servizio acquistato nel contesto dell’attività economica svolta. Sarà bene dunque inserire descrizioni dettagliate in fattura e allegare la documentazione necessaria (contratti, corrispondenza e documenti) che possa dimostrare la coerenza della spesa rispetto alla propria attività economica. 

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