Insieme all’estate arrivano anche i temibili temporali estivi. Sono brevi e intensi, ma soprattutto fanno paura per il pericolo dei fulmini. Intervistato da Libero Quotidiano, il colonnello Mario Giuliacci, meteorologo e personaggio televisivo, ha dato dei consigli per ripararsi dai fulmini e sulla prevenzione di incidenti che possono rivelarsi fatali.
Mediamente la temperatura del pianeta è salita di un grado e addirittura di quattro in alcune zone come il Circolo Polare Artico. A questo si aggiunge un problema: la natura di «mare chiuso» del Mediterraneo – che, ricorda Giuliacci, si è riscaldato di due gradi – che ha soltanto un passaggio stretto come quello dello stretto di Gibilterra per comunicare con l’Atlantico.

La difficoltà di avere uno scambio continuo con correnti più fresche, continua Giuliacci, spiega perché quando il Mediterraneo si surriscalda non riesce a smaltire il calore. Così col sopraggiungere di una perturbazione, di una massa di aria atlantica più fresca, il Mediterraneo acquista ancor più calore e vapore, ovvero «i due carburanti per i temporali».
Le regole di comportamento per evitare incidenti quando cadono fulmini
Insomma, acquistando calore e incorporando vapore avremo come risultato temporali più violenti. La prima regola utile da seguire, continua Giuliacci, è quella di consultare il meteo prima di uscire di casa. La seconda semplice regola è seguire i consigli della protezione civile. Ci sono poi delle norme pratiche molto importanti da non trascurare mai.
Per evitare i rischi e i danni da pericolo di fulmini nel corso dei temporali estivi, meglio andare via se ci si trova in spiaggia. L’acqua infatti è un ottimo conduttore, il che significa pericolo per noi quando il cielo scarica elettricità. In casa è consigliabile staccare l’antenna della televisione e non mettersi a fare la doccia (il pomello potrebbe trasmettere un fulmine se questo si scaricasse sulla casa).

Giuliacci sfata poi quello che definisce «un mito in parte falso»: quello che dice di non ripararsi sotto gli alberi. Sì, perché è vero che non ci si deve mai riparare sotto un singolo albero,, ma «se c’è un bosco è un altro discorso». Anche a livello più generale, spiega Giuliacci, è possibile prevenire i danni provocati dai fulmini dei temporali estivi. In molto Paesi europei esistono infatti i cosiddetti mini invasi idrici.
Un mini invaso idrico in sostanza è una specie di vasca d’acqua all’aperto, pensata per essere usata in caso di necessità nei periodi di siccità. In Italia però non ci sono i mini invasi idrici. Nel nostro Paese si utilizzano le vasche di laminazione, che fanno sì sfogare il terreno ma «sottraggono anche suolo destinato all’agricoltura», conclude il meteorologo.
