Novità Inps, arrivano oltre 600 euro al mese sul conto: chi ne ha diritto

Buone notizie per questi contribuenti che con la novità Inps avranno diritto ad avere più di 600 euro sul conto. Ecco cosa succede.

C’è una novità importante sancita da una recente sentenza della Corte Costituzionale che a distanza di trent’anni dalla riforma Dini garantirà oltre 600 euro al mese sul conto degli aventi diritto. Si tratta di una novità molto importante per una categoria di beneficiari che così potranno assistere un concreto miglioramento delle loro condizioni economiche.

La decisione della Corte Costituzionale costituisce un significativo passo in avanti per il welfare italiano che così facendo rafforza le tutele per i soggetti più fragili economicamente. Con la sentenza n. 94/2025 la Corte si è pronunciata andando a intervenire su un punto cruciale del sistema previdenziale. 

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Novità Inps, arrivano oltre 600 euro al mese sul conto: chi ne ha diritto – Diregiovani.it

Grazie a questa sentenza l’importo dell’assegno previdenziale avrà modo di beneficiare di un’adeguata integrazione. Questa misura assume una particolare importanza per tutti coloro pur avendo diritto alla prestazione fino ad oggi percepivano un importo troppo ridotto. Ecco cosa cambia con la decisione della Corte Costituzionale e chi ha diritto ad avere oltre 600 euro sul conto.

Oltre 600 euro sul conto per gli aventi diritto: come funziona la novità Inps

Importante novità per i titolari dell’assegno ordinario d’invalidità. La sentenza n. 94/2025 della Corte Costituzionale ha stabilito che l’integrazione al trattamento minimo spetta anche ai contribuenti che hanno versato contributi solo a partire dal 1° gennaio 1996 in avanti e che quindi erano soggetti al regime contributivo puro.

Prima della sentenza l’integrazione spettava solo ai pensionati che avevano contributi versati prima del 1996, vale a dire in regime retributivo o misto. La riforma Dini escludeva i contributivi puri da questa possibilità. La nuova sentenza della Corte Costituzionale dichiara incostituzionale questa esclusione. I giudici della Corte Costituzionale hanno accolto un ricorso della Corte di Cassazione.

Invalido con carrozzina
Oltre 600 euro sul conto per gli aventi diritto: come funziona la novità Inps – Diregiovani.it

La Consulta ha riconosciuto che l’assegno d’invalidità ha finalità diverse dalla pensione di vecchiaia perché deve far fronte a una condizione di bisogno che può insorgere anche prima dei 67 anni richiesti per l’accesso all’assegno sociale. Di conseguenza, dopo la pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale tutti i titolari di assegno d’invalidità, anche chi ha versato solo contributi successivi al 1996, potranno avere l’integrazione al minimo.

Questo significa che lo Stato interverrà per integrare l’importo se l’assegno è inferiore alla soglia minima prevista, che per il 2025 è pari a 603,40 euro mensili. L’integrazione al minimo è il meccanismo che serve a garantire una pensione almeno pari all’importo minimo stabilito annualmente. Non sono previsti arretrati dato che la decisione non ha effetti retroattivi.

Prima di questa sentenza, l’integrazione era applicabile soltanto agli assegni liquidati con il metodo retributivo o misto e i pensionati contributivi erano esclusi.