Le tensioni internazionali degli ultimi tempi, specialmente in Medio Oriente con la guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran e le minacce di chiusura dello Stretto di Hormuz (dove passa il 20% del petrolio mondiale) hanno molto preoccupato non solo per le conseguenze belliche di una possibile escalation ma anche per gli aumenti del prezzo del carburante (poi rientrati dopo la tregua tra i due Stati).
Gli italiani ricordano bene infatti il picco massimo del prezzo del carburante a marzo 2022, in coincidenza con lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, con la benzina schizzata a 2,184 euro al litro, il prezzo del gasolio impennato fino a 2,154 €/l, le ricadute sull’inflazione. Siamo ben lontani da rincari di quella portata, ma chi quest’estate si è messo in viaggio in auto si sarà accorto degli aumenti dei prezzi del carburante.

Rispetto alla rete urbana, fare rifornimento in autostrada può costare anche fino all’11% in più. Ma dove si trova il distributore più caro d’Italia? Se proprio saremo costretti a fare benzina in autostrada converrà decisamente evitare di rifornirsi presso questa stazione di servizio.
Qual è la stazione di servizio autostradale più cara d’Italia per fare benzina
Fare rifornimento di carburante in autostrada significa mettere in preventivo costi più alti. La principale causa dei prezzi alti sta nella mancanza di concorrenza. Non ci sono distributori rivali negli autogrill. Dunque gli automobilisti non hanno alternative. Ci sono poi da contare i costi extra come “royalty” corrisposte dai gestori alle società autostradali.
Può fare la differenza anche la scelta tra self e servito: in alcuni casi il risparmio può arrivare al 17% con differenze medie che possono variare tra i 20 e i 30 centesimi al litro. Stando a un’indagine di Altroconsumo, la differenza più marcata tra rete urbana e autostradale è state rilevata nell’area di servizio Rho Sud, vicino a Milano, dove la benzina in media costa 1,844 euro al litro contro gli 1,64 euro dei distributori urbani vicini.

Fatti i conti, la differenza ammonta a 20 centesimi in più a litro, che su un pieno da 50 litri si traducono in un costo supplementare di 10 euro. Anche a Irpinia Nord e ad Adda Nord si registrano prezzi molto elevati (rispettivamente +8,1% e +9,5%) rispetto ai distributori cittadini.
Ma i rincari non riguardano solo la benzina. Aumenti importanti infatti anche per il gasolio. Viaggi sempre più costosi pure per gli automobilisti che usano mezzi a gasolio. Per quanto riguarda il diesel le differenze tra città e autostrada infatti possono superare l’11%.
