Tornata dall’esperienza del Mondiale per Club con la consapevolezza che molto dovrà essere fatto sul mercato se si vuole davvero competere con le grandi d’Europa nella prossima Champions League (tornando anche a lottare per il titolo in Italia), la Juve non ha perso tempo, avviando l’ennesima rivoluzione delle ultime stagioni.

Innanzitutto, a pagare per gli ultimi due anni in cui, a livello di successi di campo, è arrivata solo una Coppa Italia vinta da quel Massimiliano Allegri che, già nel bel mezzo dei festeggiamenti post-partita, aveva manifestato tutta la sua rabbia verso la dirigenza, è stato il Football Director Cristiano Giuntoli.
Quello che per molti fu il Demiurgo del favoloso Napoli di Luciano Spalletti che nel 2023 ha dominato il campionato vincendo con largo anticipo, si è giocato il tutto per tutto affidando le chiavi del nuovo corso a Thiago Motta. Il fallimento dell’esperienza col tecnico che pure aveva incantato in quel di Bologna ha comportato delle conseguenze irreversibili sia sulla permanenza in panchina del mister oriundo, sia sul mantenimento del ruolo del dirigente fiorentino.
Licenziato prima del Mondiale per Club dalla proprietà, Giuntoli ha lasciato il posto a Damien Comolli, già presidente del Tolosa con una comprovata esperienza dirigenziale nei maggiori club del Vecchio Continente.
L’importante avvicendamento nell’organigramma bianconero ha dato il ‘la’ ad un rinnovamento della rosa già resosi necessario dopo le difficoltà, espresse anche col nuovo tecnico Tudor, della passata stagione.
Rivoluzione Juve: 57 milioni dalle cessioni
Dopo aver vinto, sul mercato, la battaglia legata all’arrivo del succoso parametro zero Jonathan David – l’attaccante era conteso anche dall’Inter e dalle maggiori big europee – il club bianconero sta lavorando alla difficile permanenza di Randal Kolo Muani alla Continassa. La trattativa col PSG si è fatta via via più complicata dopo che il calciatore è stato convocato, a dire il vero a sorpresa, per il ritiro dei Campioni d’Europa il 23 luglio prossimo.

Fiducioso comunque sul buon esito del dialogo con la società di Al-Khelaifi, Comolli e soci stanno tentando di ottenere più risorse possibili dalle cessioni di tutti quei profili che, o per il loro valore intrinseco, o perché non ritenuti fondamentali nel nuovo progetto tecnico, risulterebbero sacrificabili.
Stiamo parlando di Timothy Weah, di Samuel Mbangula e dell’argentino Nico Gonzalez. Il figlio d’arte è sempre più vicino ad accasarsi al Marsiglia con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni. Il prodotto della Next Gen bianconera, lanciato titolare spesso e volentieri da Motta nella sfortunata parentesi dello scorso anno, può andare al Werder Brema per circa 12 milioni di euro, mentre è diverso il discorso sull’ex Fiorentina.
Corteggiato da club arabi per i quali ovviamente non è un problema il ricco ingaggio del sudamericano, Nico potrebbe verosimilmente trasferirsi nella Roshn Saudi League per circa 30 milioni. Qualora la dirigenza bianconera dovesse concludere positivamente le tre cessioni, parleremmo di un tesoretto di circa 57 milioni da riversare per almeno un grande colpo in entrata.
