C’è un alimento che appare molto spesso sulle nostre tavole. È presente in molti pasti essendo considerato sano e leggero, anche dietetico. Lo troviamo a pranzo o a cena, spesso senza farci troppe domande. Tuttavia, dietro a una parvenza d’innocenza potrebbe nascondersi una minaccia invisibile ma molto concreta: un carico di pesticidi che preoccupa sempre più medici e scienziati.
Ormai sono numerosi gli allarmi confermati da allarmi di laboratorio che mostrano come un alimento di largo consumo possa contenere al suo interno tracce di sostanze chimiche tossiche. In alcuni casi le concentrazioni superano i limiti fissati dalla legge. Tra queste sostanze figurano pesticidi non autorizzati nelle zone dell’Unione Europea.

Anche prodotti considerati salutari al punta da essere spesso consigliati come parte di diete equilibrate non sono purtroppo esenti dalle contaminazioni dei pesticidi (e non solo, come vedremo). Ecco a cosa bisogna fare attenzione.
Il prodotto consumato da tutti a forte rischio di pesticidi
L’allarme pesticidi è scattato sul riso importato. Alcuni giorni fa il Ministero della Salute ha richiamato un lotto di riso contaminato. Molti esperti di alimentazione considerato il riso un’alternativa alla pasta grazie alla maggiore digeribilità e al più elevato indice di sazietà. Spesso infatti è inserito nelle diete dimagranti.
Una varietà di riso – il basmati – è finita però sotto la lente delle istituzioni e delle associazioni dei consumatori. È successo pochi giorni fa quando il Ministero ha richiamato un lotto di riso basmati a causa della presenza di pesticidi non autorizzati nei territori Ue. Non è un caso isolato. Nei primi sei mesi del 2025 ben 66 segnalazioni di riso basmati contaminato sono giunte al RASFF (Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi).

Si tratta di un numero superiore a quello dell’anno scorso e quasi tutte le segnalazioni (l’82% contro il 77% del 2024) riguardano prodotti provenienti da India e Pakistan. Il problema è che nei Paesi europei i produttori di riso devono fare i conti con controlli severi e stringenti limitazioni all’utilizzo di fitofarmaci. Una severità che non trova riscontro in altre parti del mondo come in Oriente (ma anche negli Usa).
Nel 2024 un’indagine condotta da una rivista consumerista in Svizzera ha fatto emergere tracce di pesticidi vietati nell’Unione Europea in tutte le varietà di riso basmati (dodici in totale) presenti nei principali supermercati. Anche in questo caso il riso proveniva da India e Pakistan. I problemi non mancano anche nell’italianissimo riso carnaroli.
Un’altra ricerca del 2024 condotta da una delle principali associazioni di consumatori italiane ha fatto emergere la presenza di metalli pesanti (specialmente il cadmio) in diversi prodotti analizzati. Talvolta con limiti vicini o anche superiori a quelli fissati dalla legge. Il riso infatti è particolarmente esposto tanto all’assorbimento dei pesticidi come a quello dei metalli pesanti (cadmio ma anche arsenico), tutte sostanze molto pericolose per la salute del nostro organismo.
