Il mondo del tennis vede la rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz come due grandi fenomeni ed i due sono i più grandi rivali dei Big Three. Li abbiamo ammirati nella finale del Roland Garros e di Wimbledon dove i due si sono divisi i titoli e c’è la sensazione che assisteremo alle loro gesta ancora per tanto tempo. Ma intanto negli ultimi giorni è esplosa una piccola polemica.

Sinner ed Alcaraz sono stati i primi di tanti tennisti a decidere di rinunciare al Masters 1000 di Montreal, torneo canadese cominciato in queste ore. Un tabellone povero di stelle e dove – eccetto Alexander Zverev, Taylor Fritz e Lorenzo Musetti – mancano quasi tutti i fenomeni del circuito. Non ci sarà Novak Djokovic e non ce ne saranno tanti atleti, e cosi è partita la polemica sulle troppe rinunce degli atleti moderni.
La verità è che il campione di Sesto Pusteria e quello murciano hanno deciso di rinunciare a questo torneo per preparare al meglio il Masters 1000 di Cincinnati e quello degli US Open, prossimi principali obiettivi stagionali. L’ex tennista Paolo Canè ha commentato la decisione dei due campioni di non partecipare a Montreal ed il suo punto di vista è apparso quasi sorprendente.
Niente Alcaraz e Sinner, il verdetto lascia tutti a bocca aperta
Paolo Canè ha parlato ai microfoni del Corriere della Sera ed ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, condividendo la scelta dei due di ritirarsi: “Oggi si è già campioni in tenera età, basta vedere che Sinner, Alcaraz e Musetti sono già giovanissimi. Sinceramente non solo approvo quando rinunciano ad un torneo ma ne sono felice. Vuol dire che non bisogna correre dietro ai risultati ma bisogna seguire la salute per prolungare la propria carriera”. E infatti Canè sottolinea e chiarisce:

“Il segreto del tennis è una cosa semplice, bisogna giocare poco e vincere sempre”, ed è questo ciò che sta facendo in questo momento il numero uno al mondo Jannik Sinner. L’ex tennista ha parlato della crescita del tennis italiano ed ha avuto belle parole per tutti:
“Oggi l’Italia è invidiata davvero in tutto il mondo, c’è sempre qualche azzurro che arriva in fondo ai tornei. Noi riempiamo le pagine dei giornali e i minuti dei telegiornali, tanto merito agli atleti e agli allenatori ma anche con un pizzico di fortuna”. Allo stesso tempo l’ex tennista predica cautela e ricorda di non abituarci troppo bene: “Si vive di periodi, speriamo di continuare a cavalcare con un’ondata troppo alta”.
