Non è un momento facile per la monarchia britannica e per Re Carlo III. E non è una novità. Stando alle indiscrezioni circolate sulla stampa, negli ultimi giorni a Buckingham Palace le tensioni però sarebbero sempre crescenti. Il sovrano britannico sarebbe stato costretto a ribadire la sua autorità davanti al principe William.
Il pomo della discordia, tanto per cambiare, sarebbe stato Harry. Si parla da un po’ della possibilità di un ritorno in pianta stabile del secondogenito di Carlo nel Regno Unito e tra il Re e William sarebbe sorto un contrasto sulla possibilità di un incontro privato con Harry e il monarca a settembre, un’eventualità ancora in fase di valutazione.

C’è chi sostiene che William starebbe cercando di prendere le redini della monarchia, anche se ufficialmente ancora non insignito della corona reale, e di ostacolare ogni forma di riavvicinamento con Harry. Carlo però non avrebbe gradito la cosa. A Buckingham Palace – e dintorni – però qualcun altro sembra proprio non gradire invece l’atteggiamento di Carlo.
Carlo III, situazione insostenibile: fuga da Highgrove House
È fuga dei giardinieri reali dal giardino di Highgrove House, la bella casa di campagna di Re Carlo. Negli ultimi tre anni ben undici su dodici dei dipendenti del monarca hanno smesso di lavorare per lui. Una delle cause della fuga del personale sta senz’altro nella bassa remunerazione. Tre anni fa molti dipendenti percepivano appena 8,9 sterline l’ora, il salario minimo di quell’anno.
Si trattava di un importo nettamente inferiore a quello corrisposto in altri giardini. E alla fine il prestigio derivante dal prestare la propria opera per la famiglia reale non è bastato. Anche perché, a quanto pare, lavorare per Re Carlo non sembra essere per nulla facile, come raccontato dai giardinieri del sovrano d’Inghilterra in un lungo articolo apparso sul Times.

I racconti sulla difficoltà di lavorare nel giardino di Highgrove House sono più di uno. Sembra che una volta Carlo abbia fatto allontanare uno dei giardinieri capo rimasto in silenzio davanti al nome di un particolare fiore del giardino. O che in un altra occasione il Re, avendo notato un errore di scrittura nel nome di un arbusto deciduo giapponese, abbia restituito al dipendente l’etichetta con la sottolineatura dell’errore accompagnata da un secco «No!».
In un’altra occasione il sovrano si sarebbe lamentato della mancanza delle etichette con il nome della sua magnolia preferita. O ancora Carlo avrebbe deplorato il fatto che i giardinieri non erano riusciti a salvare la sua amata azalea perenne. Insomma, una lunga sfilza di lamentele e pretese tali da rendere piuttosto duro il lavoro. È la prima volta che le lamentele dei giardinieri di Carlo III escono alla luce del sole, anche se in passato non sono mancate voci che lasciavano intendere quanto fosse difficile lavorare a Highgrove.
