Quando parliamo di Michael Schumacher trattiamo di una delle più grandi leggende della Formula Uno, per alcuni il miglior pilota di tutti i tempi. In molti ricordano le sue prestazioni in pista, le sue vittorie e il suo modo di porsi, il campione tedesco riusciva a far innamorare tutti gli appassionati, i suoi tifosi (in particolar modo quelli della Ferrari) e anche i tifosi rivali che apprezzavano la sua forza.

La sua storia con l’incidente di Meribel ha probabilmente fatto accrescere ancora di più la sua leggenda ed i tifosi Ferrari rimpiangono ancora il periodo in Rossa, periodo dove la squadra di Maranello dominava. Ora le cose con Charles Leclerc e Lewis Hamilton sono ben diverse, va chiarito che la macchina non è quella di un tempo ma allo stesso tempo i piloti non hanno la forza dell’ex pilota tedesco.
In molti avevano grandi aspettative sul pluricampione Hamilton ma al momento l’ex Mercedes non ha mai fatto la differenza e ovviamente sono nuovamente spuntati nuovi paragoni tra i due fenomeni. Chi conosce bene sia Lewis che Michael è senza dubbio James Vowles, ex manager Mercedes ed ora Team Principal della Williams e che è tornato a parlare dei due.
Hamilton Schumacher, il paragone è da brividi per i tifosi
Vowles è uno dei personaggi più esperti all’interno del paddock e nel podcast High Performance ha chiarito le differenze sia tecniche che umane tra i due piloti. In particolare hanno stupito le parole su Michael Schumacher e l’uomo ha raccontato: “Michael non era il più dotato alla guida, ho già detto che quello tra i due più dotato era Lewis”, poi però ha spiegato:

“Però Michael andava oltre, sapeva estrarre ogni millisecondo da sè stesso e anche dal team. Lui diceva che si andava in quella direzione e tutti lo seguivano cosi tanto che alla fine entrambi i lati del garage volevano che vincesse”. Inoltre Vowles svela un clamoroso retroscena sull’uomo che svela chi era davvero Michael, una persona che teneva a tutti all’interno del team:
“Conosceva la data del compleanno della mia compagna, mandò fiori a casa quando io non avevo detto o fatto nulla. Non lo faceva per calcolo, lo faceva perchè gli importava davvero”, spiega James svelando cosi alcuni retroscena inediti della vita del campione tedesco.
