Negli ultimi mesi il mondo del tennis ha salutato il ritiro di tanti campioni che, per motivi fondamentalmente di età o di logorio fisico insopportabile, hanno appeso la racchetta al chiodo.

Dal leggendario Rafa Nadal a Dominic Thiem, suo grande rivale soprattutto sulla terra rossa, a Juan Martin del Potro e Diego Schwartzman per finire con Andy Murray, sono stati davvero diverse le cerimonie, gli annunci social, le conferenze stampa e le lacrime versate per l’addio al tennis di atleti che hanno segnato un’epoca. Talvolta solo in patria, più spesso a livello mondiale.
Mentre tutto il circuito è in attesa che, dopo il gustoso antipasto del doppio misto vinto dalla coppia azzurra formata da Sara Errani e Andrea Vavassori, inizino finalmente i tabelloni di singolare maschile e femminile, un’altra notizia ufficiale ha scosso il mondo della racchetta.
Il giocatore britannico, che in carriera si è spinto fino alla 14esima posizione del ranking vincendo anche due titoli ATP, ha detto ‘basta’. Con un toccante video diffuso attraverso i suoi account social, il nativo di Johannesburg, in Sudafrica, ha spiegato i motivi della sua dolorosa decisione.
Kyle Edmund appende la racchetta al chiodo: parole toccanti
“Il mio corpo ha raggiunto un punto di non ritorno. Gli ultimi cinque anni mi hanno messo a dura prova con tre interventi chirurgici e altri infortuni: polso, addome, anca e piede. Tutti subiti nel tentativo di guarire. Guardando indietro, posso dire di aver fatto del mio meglio e di aver dato il massimo per tornare dove volevo essere. Non ho alcun rimpianto. Sono sempre stato una persona molto determinata e non ho dubbi che applicherò quello che ho imparato nel tennis a qualsiasi cosa farò in futuro. Questo mi entusiasma molto“. Parole e musica che Kyle Edmund ha affidato al suo profilo Instagram.

La notizia ha ovviamente scosso l’ambiente, visto che di fatto il tennista è stato costretto al ritiro (come il citato connazionale Murray, però sensibilmente più anziano di lui) da indicibili sofferenze fisiche.
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Anche Jannik Sinner è rimasto a dir poco sorpreso dall’annuncio, considerando che è abbastanza fresco (gennaio 2023), l’ultimo dei due incroci sul campo tra lui e l’ormai ex collega. Erano gli Australian Open di due anni fa quando il campione azzurro, al primo turno, asfaltava il rivale con un rapido 6-4, 6-0, 6-2. Erano le prove generali di un trionfo che a Melbourne, per il nativo di San Candido, sarebbe arrivato l’anno dopo. E quello dopo ancora.
