Quando si parla di rivalità calcistiche, relativamente al calcio italiano, non possono non venire in mente loro due. Le acerrime nemiche che spesso e volentieri, tra polemiche arbitrali e quant’altro, hanno infiammato tantissime stagioni del massimo campionato. Con tanto di benzina sul fuoco messa non solo dai rispettivi tifosi, ma anche da quotidiani ed opinionisti più o meno schierati. Più o meno di parte. Più o meno obiettivi.

Juventus ed Inter, Inter e Juventus: sono sempre loro le protagoniste di una rivalità che spesso ha travalicato anche i confini calcistici. A parte l’ovvia concorrenza, all’interno della stessa città, tra due squadre che si dividono le simpatie dei propri cittadini, quello tra bianconeri e nerazzurri è il vero Derby della penisola italiana. Non a caso, in gergo, la sfida infinita tra la ‘Vecchia Signora‘ e la ‘Beneamata‘ viene da decenni catalogata come Derby d’Italia.
Nell’ultracentenaria storia delle battaglie tra due delle tre superpotenze del Nord (l’altra, il Milan, contende da sempre il dominio di Milano al club nerazzurro) non sono mancati clamorosi rifiuti, tradimenti, cambi di maglia inaspettati, vecchi idoli divenuti improvvisamente nemici giurati.
Il caso più recente, quello di Antonio Conte, ha lasciato il segno. Già bandiera e Capitano per anni della Juve, il tecnico salentino aveva portato ai massimi livelli il club bianconero anche da allenatore, vincendo tre scudetti consecutivi in tre anni. Dopo l’addio al veleno, l’allenatore, 5 anni dopo aver salutato la società piemontese, si è accasato all’Inter. Dove tra l’altro ha vinto lo Scudetto al secondo e poi ultimo anno a Milano. Apriti cielo. A Torino non l’hanno certo presa bene.
L’epopea di Aldo Serena: dall’Inter alla Juve passando per il Toro
Nel capoluogo piemontese, a dire il vero, non presero bene nemmeno il passaggio di uno dei centravanti italiani più forti del secolo scorso, Aldo Serena, dal Torino (dove aveva appena giocato in prestito) alla Juve.

Ovviamente in questo caso il dispiacere era stato dei tifosi granata, che però a livello di tradimento non hanno certo vissuto il ben più sentito shock che provarono i tifosi interisti, visto che il bomber di Montebelluna era proprio di proprietà dell’Inter. Squadra con cui aveva già giocato oltre 50 partite in Serie A (e che tante altre ne avrebbe disputate in futuro) prima di passare a titolo temporaneo al Toro.
I retroscena della cessione di Serena alla Juve sono stati recentemente raccontati proprio dall’ex nazionale azzurro nel corso di un’intervista rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport’.
“Ero al Torino in prestito dall’Inter e sembrava che dovessi restare in granata. La Juve però mi voleva e all’Inter piaceva Tardelli. Mi chiama Ernesto Pellegrini, il presidente nerazzurro: ‘Serena, le devo parlare, venga da me la sera del 21 giugno’. E io: ‘Presidente, la sera del 21 non posso, facciamo un altro giorno per favore’. E lui: ‘No, ho l’agenda piena, ho un buco soltanto lì. Perché non può?’. Ancora io: ‘Perché ho i biglietti per il concerto di Bruce Springsteen a San Siro’. Pellegrini non sapeva neppure chi fosse e mi dice di andare lo stesso da lui, verso mezzanotte, tanto lui abitava vicino allo stadio“, ha esordito l’ex attaccante.
“Così esco prima da San Siro, mi perdo i bis del Boss, al suo primo concerto in Italia, e mi dirigo a casa Pellegrini. Parcheggiata la vettura, mentre mi cambio i vestiti perché sudato, da un cespuglio spuntano due giornalisti, Franco Ordine e Fabio Monti. Salgo e Pellegrini mi annuncia la cessione alla Juve in cambio di Tardelli. Scendo e vengo letteralmente torchiato dai due cronisti“, ha concluso un Serena a cui ovviamente la memoria (parliamo di un episodio accaduto 40 anni fa) non fa evidentemente difetto.
