La popolare app di messaggistica istantanea acquisita da Meta nel 2014 è da tempo diventata una parte integrante della nostre quotidianità, con tutte le conseguenze – positive e negative – del caso. WhatsApp ci permette di rimanere in contatto con amici, familiari e colleghi di lavoro al solo costo di una connessione a internet.
Ma come sempre accade la tecnologia ha un prezzo da pagare, un prezzo quasi sempre occulto ma non per questo meno reale. Una novità sta destando preoccupazione tra gli utenti più sensibili alle ragioni della privacy. Non tutti forse sanno che alcune funzionalità avanzate sono in grado di raccogliere una serie di dati sensibili praticamente a nostra insaputa.

La novità, piombata in un contesto nel quale la protezione delle informazioni personali è un tema sensibile che tocca nervi scoperti, ha suscitato un dibattito dai toni accesi. Sempre più si diffonde l’impressione che WhatsApp non sia più un semplice strumento per comunicare, ma un ambiente digitale dove l’AI osserva e interagisce con le nostre conversazioni in maniera piuttosto invasiva.
WhatsApp, privacy a rischio?
La pietra d’inciampo in questo caso è la Meta AI di WhatsApp, l’assistente virtuale introdotto di recente in più di quaranta Paesi europei. L’intelligenza artificiale è integrata in WhatsApp e appare come un cerchio blu nell’angolo inferiore destro della schermata dell’applicazione. A cosa serve la Meta AI di WhatsApp? Essenzialmente le sue funzioni si limitano a quattro campi.
Rispondere a domande in tempo reale, generare immagini attraverso comandi come /imagine, cercare informazioni online e fornire consigli personalizzati. Insomma, Meta AI di WhatsApp assolve praticamente le stesse funzioni degli altri modelli di intelligenza artificiale. WhatsApp assicura che i dati degli utenti sono protetti dalla cifratura end-to-end.

Il problema è che non è possibile disattivare Meta AI dall’applicazioni e gli esperti di privacy mettono in evidenza che la presenza costante di un’intelligenza artificiale nelle chat potrebbe ridurre il livello di controllo sui propri dati. Posto che cancellarla è impossibile, come fare allora per ridurre al minimo l’ingombrante presenza della Meta AI di WhatsApp?
A chi vuole limitare le interazioni con l’intelligenza artificiale di WhatsApp l’azienda consiglia di cancellare tutti i messaggi nella chat dedicata. Utile anche usare il comando /reset-ai, in grado di ripristinare l’assistente virtuale al suo stato iniziale e di eliminare la copia delle conversazioni sul server. Di fatto questa procedura è l’unica che permette di ridurre in maniera significativa la presenza dell’AI sullo smartphone, senza però poterla eliminare del tutto.
