Buona la prima per il numero uno al mondo Jannik Sinner che nella giornata di ieri ha abbattuto senza particolari patemi il ceco Kopriva, sconfitto con il risultato di 6-1;6-1;6-2. L’azzurro è partito con qualche piccolo problema al servizio e non ha offerto forse la sua miglior prestazione, ma allo stesso tempo parliamo di un tennista che si è ripreso dopo il Cincinnati Open.

La stagione del campione di San Candido è sicuramente piuttosto particolare, fuori dal comune ma allo stesso tempo non ci si può lamentare. Sinner ha vinto due titoli del Grande Slam ed ha perso una finale dopo tre match point consecutivi sprecati, altrimenti ora stavamo parlando di possibile Career Grande Slam, un’impresa mai riuscita a nessuno nell’era Open. Il livello di Sinner è altissimo e i tifosi non vedono l’ora di vederlo in campo.
Quest’anno Sinner è stato fermo per tre mesi ma non per una questione legata agli infortuni. L’azzurro è rimasto ai box dopo aver patteggiato una sospensione di tre mesi per il famoso caso Clostebol, una vicenda che ha fatto molto discutere e che ha diviso l’opinione pubblica. L’azzurro però si è fermato ed ha saltato comunque diversi tornei importanti, non Slam ma più di un Masters 1000. Ora arrivano novità su ciò che è accaduto in quei tre mesi.
Jannik Sinner e lo stop nel caso Clostebol: cosa è successo davvero
Attraverso il proprio profilo Instagram Sinner ha pubblicato il documentario ‘The Return’ dove narra le gesta di questo particolare 2025, un’annata sicuramente diversa dalle altre e che gli ha regalato tante soddisfazioni. Ma anche dolore causato dal dover star lontano dallo sport che ama e Jannik, insieme al suo staff, ne ha parlato in questo documentario che possiamo definire come introspettivo e Jannik racconta:

“Abbiamo cercato di sopravvivere in qualche modo ma solo in campo mi sentivo al sicuro” e ricordiamo che Sinner non poteva neanche allenarsi durante il periodo di sospensione, lontano quindi dallo sport che lo ha reso grande. Allo stesso tempo l’azzurro ha svelato cosa ha fatto in questo periodo di assenza:
“Nel periodo di sospensione ho fatto altre cose, passando tempo con la mia famiglia e con i miei amici. Se sei felice fuori dal campo alla fine è più facile giocare” e nel corso del documentario hanno parlato
