Retroscena Conte, malore in allenamento: i tifosi restano di sasso

Uno dei protagonisti delle squadre di Conte rivela un retroscena: un malore durante un allenamento condotto dal tecnico salentino.

Dare tutto, chiedere tutto. Il titolo del libro scritto da Antonio Conte insieme a Mauro Berruto è una perfetta sintesi della filosofia calcistica del mister salentino, il vero segreto delle sue imprese dalla panchina. Come si costruisce una squadra vincente? Conte lo definisce un «processo magico» ma senza bacchetta magica, ovvero non sempre coronato da un successo automatico.

C’è sempre, in altre parole, una componente di imprevedibilità. Al netto di questo fattore imponderabile, per l’allenatore del Napoli la costruzione di una squadra passa attraverso tre concetti chiave e imprescindibili: l’arte di essere esemplari, la valorizzazione di tutte le componenti specifiche del team e la volontà di spostare in avanti i limiti, specialmente quelli considerati invalicabili. 

Antonio Conte
Retroscena Conte, malore in allenamento: i tifosi restano di sasso (Foto Facebook @Antonio Conte) – Diregiovani.it

Conte riesce a creare squadre che sono “comunità di destino” dove tutti, dal giardiniere che cura l’erba del campo di allenamento al magazziniere che piega le maglie da gioco, sentono di avere un posto decisivo per la vittoria finale. L’allenatore in tutto questo ha un compito fondamentale: quello di indicare una strada e mettersi in cammino, alla testa del gruppo.

La mentalità vincente si forma così: solo chi dà tutto ed è il primo a essere coinvolto in prima persona può esigere tutto. E la fatica è materia prima, la condizione indispensabile alla base questo delicato lavoro di assemblaggio. Nulla per nulla “work, work and work” è la filosofia che Conte disse di voler trasmettere ai suoi atleti durante la presentazione come manager del Chelsea. Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Non stupisce allora che i suoi allenamenti siano duri. Un retroscena rivelato in questi giorni sta lì a provarlo.

Il retroscena sul malore durante l’allenamento di Conte

La giornalista Fabiana Della Valle ha intervistato per la Gazzetta dello Sport Alessandro Matri, l’ex attaccante (oggi quarantunenne) che ha vestito per diverse stagioni la maglia bianconera, mettendo insieme un bottino di 31 gol in 93 partite. Con la Juventus Matri ha vinto tre scudetti, due supercoppe italiane e una coppa Italia, a cavallo del ciclo vincente cominciato da Conte e proseguito da Allegri.

Alessandro Matri
Il retroscena sul malore durante l’allenamento di Conte (Foto Facebook @Alessandro Matri) – Diregiovani.it

Durante l’intervista – apparsa in data 6 settembre sul sito della Gazzetta – l’ex punta della Nazionale ha ricordato un retroscena: l’unica volta in cui svenne in allenamento, durante una sessione negli Stati Uniti. «Mai vissuto un’esperienza così: tournée Usa, 100% di umidità, 40 gradi e noi ancora col jet lag». racconta Matri.

«Conte ci mandò subito in campo, un po’ ho retto ma avevo i battiti sopra i 200 e mi fermai con i brividi. Antonio mi prese in giro: “Mi avevano detto che avevi gli attributi…”», spiega il campione lodigiano che aggiunge:. «Col tempo mi sono abituato: Vidal e Marchisio reggevano meglio di tutti, io e Toni chiudevamo il gruppo».

«Come metodi – dice Matri – anche Gasperini era tosto, ma prima e dopo Philadelphia non sono mai svenuto». Fatica negli allenamenti a parte, anche in campo non si scherzava. Matri ricorda che i difensori più rocciosi incontrati in carriera sono stati Samuel («Le sue erano botte mirate nei primi 5’, per non prendere il giallo e farti capire che aria tirava») e Chiellini.